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Blog – Gruppo MultiMedica

Sorveglianza sanitaria aziendale: cosa cambia nel 2026 e come prepararsi ai nuovi controlli

Nel 2026 la sorveglianza sanitaria torna sotto i riflettori.
Un nuovo decreto rafforza il sistema nazionale di vigilanza, con l’introduzione di 300 ispettori del lavoro entro il 2028.
Questo significa che aumentano i controlli, e con essi le responsabilità delle imprese.

Per le aziende, oggi più che mai, sorveglianza sanitaria significa prevenzione, conformità e strategia.
Ecco cosa cambia e come trasformare l’obbligo in opportunità.

Quali sono le novità chiave del D.Lgs. del 29 dicembre 2025

Ecco le principali novità introdotte dal D.lgs. 29 dicembre 2025 (qui puoi scaricare il testo coordinato completo):

  1. Rafforzamento dei controlli
    • Assunzione di 300 nuovi ispettori del lavoro entro il 2028 (100 all’anno), come indicato all’Art. 4 del decreto;
    • Obiettivo: aumentare la vigilanza sulle imprese in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
    • Impatto: probabile incremento dei controlli anche sulla corretta applicazione della sorveglianza sanitaria.
  2. Aggiornamento dei requisiti per la formazione e la nomina dei medici competenti
    • Maggiore enfasi sull’aggiornamento continuo e sull’allineamento ai protocolli sanitari regionali più recenti;
    • Si ribadisce l’importanza di un protocollo sanitario aggiornato, in linea con i rischi aziendali specifici.
  3. Focus su settori a maggior rischio (es. edilizia, logistica, agricoltura)
    • Viene confermata l’attenzione alle linee guida regionali (come la DGR 1817/2025 della Lombardia), con richiami alla necessità di settori specifici di adottare modelli personalizzati di sorveglianza sanitaria.
  4. Maggiore digitalizzazione e tracciabilità
    • Promozione della gestione informatizzata dei dati clinici e dei flussi documentali legati alla sorveglianza sanitaria, per favorire l’interoperabilità con le piattaforme regionali e il monitoraggio dei rischi professionali.

Sorveglianza sanitaria, non solo un obbligo di legge

La sorveglianza sanitaria non è solo un obbligo previsto dal D.Lgs. 81/08 ma un’azione concreta di tutela e prevenzione della salute e sicurezza dei lavoratori. È richiesta per tutte le aziende in cui sono presenti fattori di rischio per la salute.

Ogni datore di lavoro ha l’obbligo di nominare un medico competente, che predispone un piano di sorveglianza sanitaria personalizzato e programma le visite preventive, periodiche o straordinarie, oltre agli esami specifici per i lavoratori esposti.

Quali aziende devono attivare la sorveglianza sanitaria?

  • Aziende con rischio chimico, biologico, fisico, ergonomico
  • Aziende con impiego di videoterminali > 20 ore/settimana
  • Tutti i settori sono interessati (edilizia, logistica, sanità, industria, GDO, servizi, etc)
  • PMI con almeno un dipendente esposto a rischio

Adeguarsi non è solo una questione di legge.
Significa anche ridurre l’assenteismo, evitare sanzioni e migliorare la reputazione dell’impresa.

Un investimento per il futuro.
Anche a distanza di anni dopo la cessazione del rapporto di lavoro, le evidenze della sorveglianza sanitaria possono essere utilmente prodotte nelle fasi di accertamento di eventuali denunce di malattia professionale.

Lavoratori anziani.
In Italia aumenta il numero di “lavoratori che invecchiano” (over 45 anni) e “lavoratori anziani” (over 55 anni secondo l’OMS): individuare e gestire precocemente le fragilità di questa popolazione permette di tutelare al meglio la loro salute, poter individuare adattamenti per le postazioni di lavoro e ridurre il contenzioso.

Regione Lombardia e settore edile: linee guida per un ambito complesso

Con il Decreto Regionale n. 1817 del 13/02/2025, la Regione Lombardia ha aggiornato le linee guida per l’applicazione della sorveglianza sanitaria nel settore edile, che presenta elevati indici di rischio e contesti operativi complessi.

Le novità più rilevanti.

  • Maggiore personalizzazione del protocollo sanitario: il medico competente dovrà tener conto non solo del rischio formale (indicato nel DVR), ma anche delle condizioni concrete di lavoro e delle caratteristiche individuali del lavoratore (età, genere, patologie pregresse).
  • Sorveglianza più dinamica e integrata: il nuovo approccio prevede il coinvolgimento attivo del medico competente nei processi aziendali, con revisione annuale del piano sanitario e interazione costante con RSPP, RLS e datore di lavoro.
  • Focus sulla tracciabilità e digitalizzazione: sono incoraggiate modalità digitali di archiviazione e gestione dei dati sanitari, nel rispetto della normativa GDPR.
  • Specificità per il settore edile: per cantieri e imprese con alta rotazione del personale, viene suggerita una sorveglianza sanitaria agile ma rigorosa, con visite pre-assuntive e controlli su idoneità fisica per lavori in quota, utilizzo DPI, movimentazione carichi.

Queste linee guida vanno ad affiancarsi a quelle già definite per altri settori ad alta incidenza di rischio, come agricoltura, sanità, e logistica.

Lo sapevi che…

Secondo il D.Lgs. 81/2008 e le più recenti indicazioni dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), le aziende inadempienti rischiano sanzioni economiche rilevanti e responsabilità penali.

Le sanzioni più comuni:

  • Mancata nomina del medico competente: arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 1.644 € a 6.576 €
  • Mancato invio dei lavoratori alle visite obbligatorie: ammenda da 2.192 € a 4.384 €
  • Sanzioni raddoppiate se la violazione coinvolge più di 5 lavoratori
  • Sanzioni triplicate per più di 10 lavoratori

Prevenire è meglio che… pagare.

Il punto di vista dell’esperto MultiMedica sulla sorveglianza sanitaria

«La sorveglianza sanitaria non è solo un adempimento normativo: è uno strumento concreto di prevenzione. Troppo spesso le aziende la considerano una formalità, ma in realtà rappresenta uno degli strumenti più efficaci per tutelare la salute dei lavoratori e ridurre i rischi organizzativi.

Una sorveglianza sanitaria ben impostata, con protocolli aggiornati e una reale collaborazione tra datore di lavoro, RSPP, medico competente e lavoratori, consente di intercettare precocemente situazioni critiche, prevenire assenze prolungate, contenere i costi e, soprattutto, generare cultura della sicurezza. Il nostro compito non si limita alla visita medica, ma si estende al dialogo continuo con le aziende, all’analisi dei rischi, all’educazione sanitaria e alla promozione di stili di vita salutari nei luoghi di lavoro. In questo senso, il valore della sorveglianza sanitaria è duplice: tutela l’individuo e rafforza l’impresa.»
Dr. Giacomino Miceli, Medico Responsabile della Medicina del Lavoro, Gruppo MultiMedica.

Il giudizio di idoneità non è solo un semaforo verde: è anche l’occasione per proporre miglioramenti organizzativi, assegnare mansioni più adatte, prevenire patologie professionali e ridurre il tasso di assenteismo.

Quando attivare la sorveglianza sanitaria

  • Se il DVR evidenzia la presenza fattori di rischio per la salute
  • Se è previsto dalla normativa vigente

Vuoi adeguarti alle nuove norme e tutelare i tuoi lavoratori?

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