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Blog – Gruppo MultiMedica

Burnout, riconoscerlo per prevenirlo

Il burnout non è più solo un tema da psicologi, ma un indicatore di benessere organizzativo sempre più centrale nella gestione d’impresa.

Negli ultimi anni, numerose ricerche hanno messo in evidenza l’impatto del burnout sulla produttività, sulla motivazione e sulla retention dei dipendenti.

Uno studio della Harvard Business Review (Klinghoffer & Kirkpatrick-Husk, 2023) ha evidenziato che oltre il 50% dei lavoratori si sente esausto. L’OMS ha inserito il burnout tra le sindromi legate al lavoro, con sintomi come esaurimento cronico, cinismo e calo drastico dell’efficacia.

E in Italia? Secondo il CENSIS (Il Sole 24 Ore, 2025), il 32% dei lavoratori dipendenti ha provato sensazioni di esaurimento, estraneità o comunque sentimenti negativi nei confronti del proprio lavoro.

Ma come può un’azienda accorgersene in tempo e cosa può fare?

Burnout: cos’è davvero?

Non si tratta solo di “stanchezza”: è una sindrome riconosciuta, legata allo stress cronico mal gestito sul lavoro, che si manifesta con:

  • Esaurimento emotivo
  • Depersonalizzazione
  • Derealizzazione personale

A lungo andare, può compromettere il clima aziendale, aumentare l’assenteismo e persino generare turnover imprevisti. Per questo, è fondamentale intercettarlo per tempo.

Le evidenze più recenti

Alcuni studi internazionali mostrano come il burnout sia un fenomeno organizzativo, prima ancora che individuale. Alcuni fattori strutturali aumentano il rischio, altri lo mitigano e favoriscono resilienza e benessere.

Principali fattori di rischio. Ecco i più critici emersi dagli studi.

  • Carico di lavoro eccessivo e continuo
    L’accumulo di richieste senza pause rigenerative è il primo predittore di burnout. È ancora più critico quando si accompagna a orari lunghi o mancato recupero.
  • Ruoli ambigui
    Quando le responsabilità non sono chiare o le aspettative sono discordanti, aumenta il senso di inadeguatezza e frustrazione.
  • Scarsa autonomia decisionale
    L’impossibilità di incidere sul proprio lavoro quotidiano (tempi, metodi, priorità) contribuisce al senso di impotenza.
  • Debole supporto
    I team frammentati, il lavoro solitario o una leadership assente espongono i lavoratori a stress più difficili da gestire (Leiter et al., 2014).

Burnout e lavoro agile: il rischio da stress nel contesto digitale

Negli ultimi anni, il lavoro agile e l’adozione diffusa di strumenti digitali hanno trasformato profondamente l’organizzazione del lavoro.
Se da un lato hanno introdotto flessibilità e nuove opportunità di conciliazione lavoro-famiglia, dall’altro hanno fatto emergere rischi psicosociali specifici, che possono incidere sullo stress lavoro-correlato e favorire condizioni di burnout.

Nel 2025 l’INAIL ha pubblicato il Modulo contestualizzato al lavoro da remoto e all’innovazione tecnologica, che integra la metodologia ufficiale per la valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato ed evidenzia alcuni fattori critici tipici dei contesti digitali:

  • iperconnessione e difficoltà di disconnessione;
  • sovraccarico informativo e pressione alla reperibilità costante;
  • confini sempre più sfumati tra vita privata e lavoro;
  • riduzione delle interazioni spontanee e possibile isolamento;
  • carico cognitivo legato all’uso continuo delle tecnologie.

Come riportato nel documento, la trasformazione digitale può rappresentare un’opportunità di benessere e produttività, ma richiede un’implementazione consapevole, accompagnata da strumenti di monitoraggio adeguati.

Cosa significa per le aziende?

Significa che il rischio da stress non può più essere valutato solo in chiave “tradizionale”.
Se sono presenti lavoro agile, telelavoro o modelli ibridi, è necessario verificare:

  • l’adeguatezza della dotazione tecnologica
  • la formazione all’utilizzo degli strumenti digitali
  • l’esistenza di procedure sul diritto alla disconnessione
  • il coordinamento tra responsabili e lavoratori a distanza
  • l’equilibrio tra autonomia e controllo

L’INAIL chiarisce che gli strumenti integrativi non sostituiscono la metodologia precedente, ma la arricchiscono, offrendo indicatori specifici per il lavoro da remoto e l’innovazione tecnologica

Burnout e smart working: il punto di attenzione

Il burnout, in questo contesto, può svilupparsi in modo più silenzioso:

  • maggiore isolamento emotivo;
  • percezione di “non staccare mai”;
  • difficoltà a percepire il riconoscimento;
  • sovrapposizione continua tra sfera privata e professionale.

Per questo motivo, la prevenzione oggi passa attraverso:

  • una valutazione aggiornata del rischio stress lavoro-correlato;
  • strumenti di ascolto strutturati;
  • formazione dei manager alla gestione dei team ibridi;
  • percorsi di supporto psicologico accessibili anche da remoto.

In quest’ottica, il nuovo modulo INAIL 2025 consente una valutazione più accurata e contestualizzata, tenendo conto dell’evoluzione digitale e dell’evoluzione dei processi lavorativi.

Nello specifico, il datore di lavoro ha l’obbligo di aggiornare la valutazione:

  • almeno ogni due anni;
  • ogni volta che intervengano modifiche organizzative significative, come l’introduzione del lavoro agile o l’implementazione di nuove tecnologie digitali.

Fattori protettivi

Gli stessi studi mettono in evidenza che alcune condizioni organizzative agiscono da barriera al burnout, proteggendo i lavoratori anche in ambienti sfidanti.

  • Relazioni di fiducia
    Un ambiente in cui ci si sente sicuri di chiedere supporto, confrontarsi e sbagliare senza timore di giudizio.
  • Leadership empatiche
    I manager che ascoltano, danno feedback e valorizzano il contributo delle persone generano un effetto “tampone” sullo stress percepito.
  • Chiarezza sugli obiettivi
    Quando il lavoro ha una direzione condivisa e le persone sentono che stanno contribuendo a qualcosa di più grande, aumenta l’engagement.
  • Equilibrio tra impegno e riconoscimento
    Un fattore chiave è l’importanza del riconoscimento – non solo economico, ma anche simbolico.

Formare i manager per ridurre il rischio

La letteratura sottolinea che i manager sono spesso i primi a notare segnali di disagio, ma non sempre hanno gli strumenti per affrontarli.

Una formazione specifica riduce il rischio di turnover nei team ad alto carico.

Monitorare i campanelli d’allarme

Il burnout non si manifesta all’improvviso. Ci sono segnali precoci che spesso vengono sottovalutati.

  1. Difficoltà cognitive
  • Calo dell’attenzione e della concentrazione
  • Errori ripetuti o dimenticanze frequenti
  • Tempo di reazione rallentato
  1. Comportamenti di ritiro
  • Isolamento progressivo dai colleghi
  • Disinteresse o distacco verso attività usuali
  • Riduzione dell’interazione verbale e sociale
  1. Malesseri fisici ricorrenti
  • Mal di testa persistente
  • Disturbi del sonno
  • Affaticamento cronico
  • Disturbi gastrointestinali legati allo stress
  1. Senso di inefficacia e disconnessione
  • Frasi come “non ce la faccio più”, “non ha senso”, “è tutto inutile”
  • Difficoltà a trarre soddisfazione dal lavoro
  • Perdita di fiducia nelle proprie capacità

Osservare, ascoltare e agire in tempo è la vera prevenzione.

MultiMedica affianca le aziende nel monitoraggio dei rischi psicosociali percorsi di supporto psicologico – anche da remoto.

“Affrontare Il burnout è una sfida.  È un tema di prevenzione e di promozione al cambiamento, una vera trasformazione. Una cultura aziendale che riconosca il valore del benessere psicologico, che promuova il dialogo aperto e si doti di strumenti di ascolto efficaci. È fondamentale che le persone sentano di poter parlare, senza timore di stigma o giudizio, e che abbiano accesso a figure esperte in grado di offrire un supporto concreto, personalizzato e continuo. Solo così la prevenzione diventa reale e il benessere circola nell’ organizzazione.”
Dr.ssa Paola Ripa, Responsabile dei Servizi di Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni – Gruppo MultiMedica.

Vuoi sapere come supportare la tua azienda?

MultiMedica è al fianco delle imprese con:

  • Audit psicosociali
  • Percorsi psicologici
  • Formazione manageriale sui segnali di stress e burnout

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Questo sito è pubblicato da MultiMedica S.p.A.- Via Fantoli 16/15, Milano - (P. I. 06781690968) , che è l'unico responsabile del contenuto presente. Direttore Sanitario Aziendale: Dr.ssa C. Sommese