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Centri d’Eccellenza MultiMedica

Breast Unit MultiMedica

Centro di eccellenza in senologia per la diagnosi e cura dei tumori al seno

La Breast Unit di MultiMedica offre un percorso completo, dalla prevenzione alla diagnosi,  dalla cura alla riabilitazione, studiato per rispondere a tutte le richieste di salute delle donne nell’ambito delle patologie mammarie.

La Breast Unit, coordinata dalla Dott.ssa Bettina Ballardini, Direttore di Chirurgia Senologica e del Centro di eccellenza in senologia, gestisce ogni anno oltre 300 nuovi casi.

Le visite senologiche e gli esami strumentali sono offerti in tutte le principali sedi MultiMedica:

Gli interventi chirurgici sono effettuati all’Ospedale San Giuseppe di Milano.

I nostri specialisti esperti di patologia mammaria adottano un approccio multidisciplinare: il tumore al seno è, infatti, una patologia complessa, che richiede la collaborazione di competenze e tecnologie diverse, tutte indispensabili per garantire la migliore assistenza e cura possibili.

Specialisti radiologi, medici nucleari, patologi, ginecologi, chirurghi plastici, oncologi, radioterapisti, équipe infermieristica, fisioterapisti e psicologi, costituiscono l’équipe del centro di senologia e lavorano insieme per trovare la miglior risposta alle esigenze di ogni singolo paziente.

Un’eccellenza certificata per la cura delle patologie senologiche

La Breast Unit di MultiMedica è riconosciuta da Regione Lombardia e certificata dalla norma internazionale UNI EN ISO 9001, e offre in maniera integrata e multidisciplinare l’intero percorso per la presa in carico dei pazienti, dalla prevenzione alla diagnosi e trattamento, fino al follow-up e alla riabilitazione.

La Breast Unit soddisfa i più elevati standard qualitativi per la cura del tumore al seno: segue infatti le raccomandazioni della Società Europea di Mastologia EUSOMA (European Society of Breast Cancer Specialists), il massimo organismo scientifico europeo del settore, e le linee guida di Regione Lombardia. I requisiti riguardano l’intero percorso di cura delle pazienti. Gli standard prevedono un approccio che coinvolga medici e operatori con diverse specialità, un numero minimo di interventi chirurgici all’anno (150), personale, sale operatorie e reparti dedicati e la presenza di infermieri specializzati nel trattamento di questa patologia (Breast Nurse).


Il Centro di Senologia del Gruppo MultiMedica
è membro del Breast Center Network

Visite ed esami strumentali per la diagnosi del tumore al seno

La Breast Unit di MultiMedica ha impostato un percorso guidato che ti conduce con facilità e rapidità a diagnosi e provvedimenti terapeutici, garantendoti di essere seguita nel tempo sia sotto l’aspetto fisico sia sotto l’aspetto psicologico.

Hai scoperto un nodulo alla mammella: la visita senologica subito

Lo specialista senologo, con l’esame clinico e il supporto delle indagini strumentali radiologiche (mammografia, agobiopsia stereotassica, risonanza magnetica o ecografica) eseguite con tempestività, è in grado di porre fine alla tua angoscia in breve tempo.

Se la diagnosi è di una formazione benigna, è sufficiente effettuare i controlli periodici di screening (mammografia ed ecografie annuali) con qualche visita specialistica in più.

Se si tratta invece di una formazione maligna, l’intervento chirurgico è la soluzione in genere più indicata e viene attuata il più rapidamente possibile, con un approccio interdisciplinare calibrato sulle caratteristiche di ogni singola paziente.

Gli esami più utilizzati in diagnostica senologica

Ecco gli esami che puoi eseguire presso le sedi MultiMedica.

La mammografia

La mammografia è un esame radiografico del seno che permette di identificare noduli molto piccoli non ancora palpabili. Non ci si sottopone a mammografia perché si è malate, ma per escludere di esserlo: ecco perché, se eseguita periodicamente, consente di diagnosticare precocemente il tumore del seno.

L’ecografia mammaria

L’ecografia è un esame diagnostico che, attraverso l’utilizzo degli ultrasuoni, fornisce immagini del nostro corpo. Particolarmente utile nei casi in cui si desideri distinguere un nodulo solido (fibroadenoma, papilloma, tumore ecc.), da un nodulo a contenuto liquido (cisti) all’interno di un organo specifico (ad esempio la mammella).

La risonanza magnetica

È un esame diagnostico che utilizza una macchina a campi magnetici. Questa metodica non comporta alcun rischio per la salute. È un esame complementare alla mammografia e all’ecografia, ed è considerato un esame di II livello.

L’ago aspirato e/o agobiopsia di lesione mammaria

Grazie all’utilizzo di un ago sottile si preleva da una lesione mammaria un campione del materiale contenuto, che viene usato per l’esame citologico. La durata dell’esame è di alcuni minuti, ma l’ago rimane inserito solamente qualche decina di secondi e il disagio è minimo. L’indagine può essere eseguita, a seconda delle circostanze, su guida clinica oppure su guida ecografica o anche mammografica. L’esame citologico è utile per definire la natura tumorale o meno delle cellule campionate. In mani sufficientemente esperte l’esame citologico per agoaspirazione ha un’alta sensibilità per porre diagnosi di carcinoma mammario.

La procedura dell’agobiopsia, si esegue attraverso l’utilizzo di un ago munito di un dispositivo “a scatto” al fine di prelevare il tessuto per un esame istologico. Si può quindi già parlare di biopsia o “core-biopsy”. Questo tipo di esame si esegue sotto guida ecografica o stereotassica (cioè attraverso l’uso di un’apparecchiatura radiologica particolare, chiamata appunto stereotassi).

La VABB Eco

VABB Eco (Vacuum-Assisted Breast Biopsy) è una procedura mini-invasiva che consente di prelevare campioni di tessuto mammario utilizzando un ago solitamente con calibro di 9 o 11 Gauge collegato a un sistema di aspirazione (vuoto assistito).
VABB ecoguidato è raccomandato per la tipizzazione di lesioni dubbie o in caso di discrepanza tra imaging radiologico ed esito istologico in precedenti biopsie con esito negativo e/o dubbio (b2/b3).
In ogni caso, non sostituisce la biopsia chirurgica e, recentemente, rappresenta una valida alternativa alla rimozione di piccole lesioni benigne.

La VABB Stereotassica

VABB stereotassica (Vacuum-Assisted Breast Biopsy stereotassica) è una procedura simile al VABB ecoguidato ma con una tecnica di guida diversa: invece dell’ecografia, usa immagini mammografiche tridimensionali per localizzare con precisione lesioni non visibili all’ecografia, come microcalcificazioni o distorsioni strutturali della mammella.
È una biopsia mammaria effettuata con sistema vacuum-assisted guidato da immagini stereotassiche mammografiche cioè due immagini mammografiche acquisite da angolazioni diverse per calcolare la posizione esatta in 3D della lesione sospetta.
Si utilizza per individuare o approfondire: microcalcificazioni sospette visibili alla mammografia, lesioni non palpabili non visibili in ecografia, distorsioni strutturali del parenchima mammario. Si svolge a paziente prona su un lettino dedicato, o in posizione seduta.

La Genetica al servizio della diagnosi di tumore
Il DNA umano è come un grande libro di ricette per produrre proteine: quando una o più pagine di questo libro mutano, una delle possibili conseguenze è l’insorgenza del cancro. Le mutazioni nel DNA non sono da ritenersi eventi sempre dannosi ma possono influenzare il rischio oncologico in modo assai rilevante. Vi sono infatti mutazioni protettive e mutazioni di predisposizione verso i più diversi istotipi oncologici. Molte di queste mutazioni sono oggi bersagli di farmaci e terapie mirate che stanno trasformando profondamente la pratica clinica oncologica.
Con un semplice prelievo di sangue, pazienti attentamente selezionati possono conoscere in poche settimane la loro predisposizione oncologica. Questo si è tradotto nel tempo in un fondamentale strumento di terapia per coloro che sono affetti dal cancro ma anche di prevenzione per i loro familiari che non risultano affetti ma posseggono un maggiore rischio.
All’interno del gruppo MultiMedica è attivo dal 2015 un ambulatorio di Senologia che ha avuto come consulente genetista la Dr.ssa Ileana Carnevali fino all’anno 2024. Dal 2025 il nuovo consulente genetista è il Dr. Emanuele Micaglio che sta continuando l’opera di studio delle basi genetiche di predisposizione alle neoplasie maligne mammarie. Il 2026 porterà in MultiMedica una novità fondamentale: per la prima volta dal 2015, i test genetici per verificare la predisposizione nei pazienti oncologici e nei loro familiari asintomatici saranno eseguiti presso il laboratorio MultiMedica di via Fantoli, sotto la guida della Dr.ssa Maria Cannone. Nel corso della prima metà del 2026, la consulenza genetica oncologica si estenderà dall’ambito senologico a coinvolgere i pazienti affetti da neoplasie maligne dell’apparato digerente e della cute. Di sicuro questi miglioramenti si tradurranno nel prossimo futuro in un tangibile passo in avanti nella cura e nella prevenzione delle patologie oncologiche.
Il supporto psicologico e infermieristico

La tua risposta psicologica è importante per affrontare l’intervento, e dopo lo sarà ancora di più, nell’attesa dell’esame istologico definitivo che dirà cosa c’è ancora da fare per vincere la malattia. Per non lasciarti sola in questo momento difficile, ti offriamo il supporto dello specialista psicologo e della infermiera dedicata (nurse) in grado di rispondere a tutti i quesiti. A queste figure è possibile rivolgersi per avere informazioni circa la prevenzione, i programmi di screening, di diagnosi precoce e riduzione dei fattori di rischio.

In caso di patologia tumorale, l’infermiera di senologia interviene fin dalle prime fasi del percorso di cura garantendo un supporto educativo e un servizio di consulenza riguardo a domande inerenti la malattia, i trattamenti e le implicazioni che questa nuova condizione può determinare nella sfera fisica, psichica e sociale.

Trattamento e cure per il tumore alla mammella

La cura del tumore alla mammella prevede diverse opzioni terapeutiche e un percorso su misura per ciascuna paziente. 

L’intervento chirurgico

L’intervento conservativo, portato all’attenzione del mondo scientifico dal professor Umberto Veronesi (quadrantectomia e asportazione dei linfonodi ascellari), è oggi la procedura chirurgica più praticata per i tumori diagnosticati in fase precoce.

La chirurgia senologica ha tuttavia proseguito il suo cammino sviluppando ulteriormente il concetto di “conservazione” non solo della mammella ma anche dei linfonodi ascellari. L’asportazione dei linfonodi ascellari, infatti, non è sempre necessaria, soprattutto se il tumore è diagnosticato precocemente. Anzi, proprio per l’importante azione protettiva dei linfonodi è bene evitare l’asportazione di tutti i linfonodi ascellari a meno che prima dell’intervento, non vi sia evidenza clinica di malattia in sede ascellare.

Per avere un’informazione sullo stato dei linfonodi ascellari che clinicamente appaiono sani, si utilizza la tecnica del “linfonodo sentinella”. È noto che le cellule tumorali che si staccano dal tumore, seguendo le vie linfatiche, migrano all’ascella passando da uno o più linfonodi che sono posti “a sentinella” del sistema linfatico della regione. Se l’analisi del linfonodo sentinella risulta negativa, è altamente probabile che anche tutti gli altri linfonodi del cavo ascellare siano sani, e che pertanto non sia necessario asportarli.

Studi recenti dimostrano inoltre che è possibile evitare l’asportazione di tutti i linfonodi ascellari anche in caso di malattia limitata nel linfonodo sentinella (micrometastasi) e in alcuni casi, trattati con chirurgia conservativa (quadrantectomia), e solo uno o due linfonodi sentinella metastatici.

La chirurgia oncoplastica

Anche se la quadrantectomia è un intervento conservativo quindi meno demolitivo, il danno estetico che ne consegue può essere importante e il chirurgo plastico può intervenire contemporaneamente al chirurgo senologo con tecniche di mastoplastica proprie della chirurgia estetica.

Quando è necessario asportare tutta la mammella verrà sempre presa in considerazione la possibilità di effettuare una ricostruzione durante lo stesso intervento chirurgico e, eventualmente, di salvare il capezzolo (mastectomia nipple-sparing). L’indicazione al tipo di ricostruzione dipende da diversi fattori come, ad esempio, la quantità di tessuto cutaneo presente, lo stato del muscolo pettorale, il volume e la forma della mammella che deve essere ricostruita.

La ricostruzione può essere eseguita contemporaneamente alla mastectomia (ricostruzione immediata) o in tempi successivi (ricostruzione differita). In casi selezionati è possibile eseguire entrambi gli interventi (chirurgia oncologica e plastica) in una sola seduta chirurgica, in altri si devono programmare due interventi distinti. Spesso è necessario anche un intervento sulla mammella controlaterale (mastoplastica e mastopessi), al fine di migliorare la simmetria di entrambi i seni; attraverso un ultimo intervento ambulatoriale è possibile ricostruire l’areola e il capezzolo qualora fosse stato necessario asportarlo.

La terapia precauzionale

É possibile che la malattia si ripresenti dopo l’intervento chirurgico a livello locale, regionale e/o a distanza e ciò dipende principalmente dal comportamento biologico e dalle caratteristiche del tumore della paziente stessa.

La terapia precauzionale a base di farmaci consente di ridurre il rischio di tale ricomparsa attraverso l’eliminazione di eventuali cellule tumorali residue dopo la chirurgia, bloccando la loro proliferazione e/o diffusione.

Le cure precauzionali a disposizione comprendono:

  • i trattamenti anti-ormonali: bloccano lo stimolo delle cellule tumorali da parte degli ormoni femminili, estrogeni e progesterone (prodotti naturalmente dall’organismo), inibendo così la proliferazione delle cellule tumorali stesse
  • la chemioterapia: distrugge le cellule tumorali nel momento in cui si stanno moltiplicando
  • le terapie biologiche: nuovi farmaci che hanno un’azione mirata, colpendo solamente alcuni bersagli specifici sulle cellule tumorali, con un meccanismo molto simile all’azione del sistema immunitario della paziente stessa
  • la combinazione delle tre modalità.

Ogni terapia può essere accompagnata da effetti collaterali che dipendono dai farmaci che sono somministrati e dalla tolleranza individuale: molti disturbi possono essere comunque evitati o migliorati con terapie specifiche o misure preventive. Tali effetti collaterali sono spiegati alle pazienti prima di iniziare la terapia ed è oggi spesso possibile scegliere tra diversi tipi di trattamento in modo personalizzato per ridurre al minimo i disturbi.

La scelta del miglior trattamento precauzionale e della sua durata si basa oggi su diverse informazioni relative alla paziente (età, eventuali malattie concomitanti) ma soprattutto sulle caratteristiche individuali di ogni singolo tumore e tiene conto delle preferenze della paziente stessa, in modo da confezionare un programma terapeutico il più possibile mirato/adeguato al singolo caso clinico. In casi selezionati può essere offerta alle pazienti l’opportunità di partecipare a protocolli di ricerca internazionali e nazionali che si pongono come obiettivo il miglioramento delle possibilità di guarigione o della qualità della vita.

L’intervento riabilitativo

L’iter riabilitativo rappresenta, fin dal momento della diagnosi, una parte integrante dell’assistenza alla donna con patologia al seno: la presa in carico precoce della paziente ha lo scopo di promuovere e favorire il ripristino di una “normalità” della vita relazionale, attraverso il recupero e il mantenimento del benessere fisico e psicologico.

Le ripercussioni sull’organismo di un intervento chirurgico al seno sono varie, spesso misconosciute o sottovalutate: la presa in carico riabilitativa ha, tra l’altro, lo scopo di rendere cosciente la paziente di come qualsiasi intervento che modifichi l’integrità corporea possa avere un impatto sullo schema corporeo stesso, producendo cambiamenti della postura e della sua percezione.

Attraverso un’opportuna terapia riabilitativa è possibile migliorare le dinamiche motorie modificate dalla procedura chirurgica, prevenire dolori e contratture muscolari, migliorare la respirazione e garantire un buon assetto del pavimento pelvico, oltre che intervenire sui linfedemi e su problemi correlati direttamente all’inserimento di protesi.

A tale scopo nei nostri centri la collaborazione tra le diverse figure professionali ha prodotto un programma pensato appositamente per la donna con patologia del seno e capace di adattarsi alle sue esigenze e ai bisogni che intervengono nel corso dell’iter riabilitativo stesso offrendo, nello specifico, oltre a terapie singole e di gruppo mirate al recupero funzionale, laddove ce ne sia la necessità, anche sedute di riabilitazione metacognitiva (riapprendimento di una percezione adeguata del proprio schema corporeo).

La radioterapia

La radioterapia costituisce un trattamento convenzionalmente indicato dopo la chirurgia conservativa e, nei casi a maggior rischio, dopo la mastectomia, con l’obiettivo di ridurre il rischio di ricomparsa della malattia nella mammella operata o nelle aree di drenaggio linfonodale.

Le attuali tecniche di irradiazione consentono di garantire, a parità di efficacia, minore tossicità rispetto al passato.
In aggiunta, la migliore conoscenza della storia naturale della malattia consente di adattare i trattamenti in base ai fattori di rischio clinici e biologici, in un’ottica di personalizzazione delle cure.

Da diversi anni, inoltre, la ricerca si è indirizzata verso la riduzione della durata complessiva del trattamento radioterapico, mediante una intensificazione dell’irradiazione (radioterapia ipofrazionata e irradiazione mammaria parziale); in questa direzione è oggi possibile proporre in tutti gli scenari clinici trattamenti più brevi, conformi alle esigenze delle pazienti e meglio integrati con le altre terapie.

L’assistenza costante

I controlli saranno cadenzati nel tempo a seconda delle esigenze personali della paziente per garantire una sorveglianza specifica scegliendo di volta in volta le metodiche diagnostiche più appropriate.

Lo specialista oncologo imposterà pertanto una terapia adeguata al tipo di tumore attraverso l’utilizzo della terapia ormonale, della chemioterapia o della radioterapia.

Il team medico-sanitario

Il team della Breast Unit è composto da specialisti in diverse branche mediche. 

Direzione clinica e coordinamento: Dott.ssa Bettina Ballardini

Équipe di Radiologia e Diagnostica per immagini

Équipe di Chirurgia Senologica

Équipe di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica

Équipe di Oncologia Medica

Équipe di Radioterapia

Équipe di Anatomia Patologica

Équipe di Nursing Senologico

Équipe di Psicologia e Sostegno pazienti

Un servizio di supporto dedicato alle pazienti

Durante tutto il percorso di cura del tumore al seno, dalla diagnosi al follow-up, gli specialisti della Breast Unit di MultiMedica garantiscono un supporto a 360° assicurando vicinanza e continuità di cura nonostante la “distanza”.

Assistenza clinica

Le pazienti potranno sottoporre agli specialisti le loro domande scrivendo una mail a senologia@multimedica.it.

Saranno ricontattate, entro 48 ore lavorative, dalla Dott.ssa Bettina Ballardini, Direttore Chirurgia Senologica e Direttore della Breast Unit del Gruppo MultiMedica, dal Dott. Giorgio Macellari, Chirurgo Senologo della Breast Unit dell’Ospedale San Giuseppe, e dalle infermiere Annalisa Mocciardini e Patrizia Carnieletto per la sede di Castellanza e Pamela Pacifico per Sesto San Giovanni e per l’Ospedale San Giuseppe di Milano.

Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, con un tempo di risposta di massimo 48 ore lavorative dalla ricezione della mail.

Supporto psicologico-sociale

Le pazienti potranno scrivere una mail a psicosociale.senologia@multimedica.it e saranno ricontattate, entro 48 ore lavorative, dalla Dott.ssa Azzurra Cangiano, psicologa, e dalla Dott.ssa Tatiana Bracone, assistente sociale e referente della Direzione Sanitaria Aziendale, che risponderanno sia per necessità di natura psicologica che per bisogni di natura socio-sanitaria.

Il percorso di supporto psicologico è integrato con quello sociale, offrendo alle donne indicazioni per le pratiche socio-sanitarie o per “agganciarle” alla rete dei servizi territoriali.

Verranno inoltre supportate nella gestione delle pratiche burocratiche che devono affrontare in tutte le fasi del loro percorso (e dopo la guarigione), che spesso rappresentano per loro motivo di stress e disagio.
Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, con un tempo di risposta di massimo 48 ore lavorative dalla ricezione della mail.

Ricerca e studi clinici

Studi chiusi al reclutamento e in corso di raccolta dati
  • Impact (Amgen 20060445): studio osservazionale per pazienti affetti da tumore solidi (ovaio mammella polmone) che ricevono chemioterapia mielotossica in cui si richiede di descrivere l’incidenza di neutropenia febbrile (FN) basato sull’uso di G-CSF (uso primario, secondario o nessun uso)
  • IBCSG 22-00: studio randomizzato di fase III adiuvante per pazienti triplo negativo randomizzate a CM di mantenimento per 1 anno vs follow up
  • HOHO (IBCSG 43-09 ): studio clinico osservazionale che sottopone questionari alle donne di età minore a 40 anni con recente diagnosi di tumore mammario
  • Pertain studio di fase II randomizzato in prima linea metastatica per tumore her2 positivo e ER positivo in donne in menopausa che randomizza a trastuzumab con  inibitore aromatasi  con o senza pertuzumab
  • SNAP (IBCSG 42-12): studio randomizzato di fase II in prima linea metastatica per paziente HER2 negativa che dopo una terapia di induzione con Nab-paclitaxel randomizza a 3 diverse schedule di terapia di mantenimento.
  • Studio clinico (POSITIVE IBCSG 48-14) multicentrico che valuta gli effetti della gravidanza dopo interruzione della terapia endocrina in donne con tumore mammario endocrinoresponsivo che desiderano una gravidanza
  • Studio randomizzato  multicentrico doppio cieco di fase III (Olympia IBCSG 50-14)  che valuta l’efficacia e la sicurezza di Olaparib versus placebo nel trattamento adiuvante in donne con mutazione germinale BRCA1/2 affette da tumore mammario triplo negativo ad alto rischio che hanno completato il trattamento adiuvante o neoadiuvante.
 

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