Ipertensione: il “nemico silenzioso” del cuore
Pressione alta: perché se ne parla così tanto
L’ipertensione arteriosa è una delle condizioni più diffuse e allo stesso tempo più sottovalutate. Spesso non dà sintomi evidenti, motivo per cui viene definita il “nemico silenzioso” del cuore.
Nel tempo, però, una pressione troppo alta può danneggiare cuore, cervello, reni e vasi sanguigni, aumentando il rischio di infarto, ictus e altre malattie cardiovascolari.
La buona notizia è che riconoscerla e gestirla è possibile, soprattutto quando si interviene in modo precoce e costante.
Cos’è la pressione arteriosa (in parole semplici)
La pressione arteriosa è la forza con cui il sangue scorre nelle arterie.
Viene espressa attraverso due valori:
- pressione sistolica (massima), che si registra quando il cuore si contrae;
- pressione diastolica (minima), che si registra quando il cuore si rilassa tra un battito e l’altro.
Negli adulti, valori entro i 140/85 mmHg sono considerati nella norma.
Si parla di ipertensione arteriosa quando questi valori risultano costantemente superiori nel tempo.
Poiché l’ipertensione non comporta sintomi specifici, l’unico modo per individuarla è controllare la pressione con regolarità.
Misurare la pressione: farlo bene fa la differenza
La pressione può essere influenzata da stress, emozioni, attività fisica e perfino dal momento della giornata. Per questo è importante:
✔ Misurarla con regolarità
Soprattutto se i valori risultano anche solo moderatamente elevati. L’auto misurazione a casa, con apparecchi validati (meglio al braccio), aiuta ad avere un quadro più realistico.
Sarà sempre il medico a valutare i valori nel tempo e a fare una diagnosi corretta.
Stile di vita: la prima (e migliore) terapia
Se la pressione arteriosa non è molto elevata, la prima vera strategia di trattamento è migliorare lo stile di vita. In molti casi può essere sufficiente per tenerla sotto controllo.
Cosa conta davvero:
- ridurre il sale (non più di 5 grammi al giorno);
- fare attività fisica moderata e regolare (ad esempio camminare 30–40 minuti al giorno a passo veloce);
- dimagrire se in sovrappeso;
- limitare gli alcolici;
- non fumare.
Piccoli cambiamenti quotidiani, se costanti, possono avere un impatto enorme sulla salute del cuore.
No al fai-da-te: affidarsi sempre al medico
In caso di valori alti o di malessere improvviso, evita decisioni autonome.
Non è corretto iniziare, sospendere o modificare una terapia sulla base di una singola misurazione o di un sintomo occasionale.
Sarà sempre il medico, valutando la situazione nel tempo, a indicare il percorso più adatto.
Attenzione anche alla pressione troppo bassa
In alcune persone, soprattutto anziani e diabetici, può verificarsi la cosiddetta ipotensione ortostatica: giramenti di testa quando ci si alza in piedi.
In questi casi è importante:
- segnalarlo al medico;
- controllare la pressione sia da sdraiati sia in piedi.
Perché anche pressioni che scendono troppo rapidamente meritano attenzione.
Controllare la pressione… ma non solo
L’ipertensione raramente è un problema isolato. Spesso è associata ad altri fattori di rischio cardiovascolare, per cui è importante controllare anche:
- colesterolo “buono” e “cattivo”;
- glicemia;
- trigliceridi;
- creatinina;
- sodio e potassio;
- acido urico.
I fattori di rischio cardiovascolare tendono ad associarsi tra loro e vanno considerati nel loro insieme per proteggere davvero la salute del cuore.