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Blog – Gruppo MultiMedica

L’attività sessuale e i “problemi di cuore”

Cinque cose che i pazienti cardiovascolari (e i loro partner) devono sapere per vivere un’intimità serena

L’attività sessuale coinvolge corpo e mente: liberazione di endorfine, eccitazione mentale e fisica, tensione adrenalinica e aumento della frequenza dei battiti cardiaci. È proprio questa combinazione di fattori a rendere l’intimità un momento speciale, ma anche a generare timori in chi convive con una malattia cardiovascolare.

Dopo una diagnosi cardiologica, un intervento al cuore o un evento acuto come l’infarto, è frequente che la sessualità diventi fonte di ansia o imbarazzo. Paura che, nella maggior parte dei casi, non è supportata da reali controindicazioni cliniche, soprattutto se il quadro cardiologico è stabile e ben seguito.

1. Parlare apertamente di sessualità e cuore con il proprio Dottore

Molti dei pazienti che scoprono di avere una malattia cardiovascolare o che hanno subito un’operazione cardiochirurgica, temono che riprendere l’attività sessuale possa provocare una recidiva infartuale o una crisi anginosa. Proprio per questo, la comunità cardiologica riconosce sempre più l’importanza di affrontare con i propri pazienti questo tema in modo chiaro e diretto.

Quando possibile, il dialogo dovrebbe iniziare già durante il ricovero o nelle visite di controllo. Se ciò non accade, è fondamentale che il paziente – o il partner – si sentano liberi di fare domande.

2. Disfunzione erettile e rischio cardiovascolare

La disfunzione erettile può precedere la comparsa di patologie cardiovascolari come l’insufficienza cardiaca o una patologia coronarica. Per questo motivo non va considerata solo un problema sessuale, dal punto di vista prognostico è bene consultare anche un cardiologo per un quadro completo.

Nei pazienti cardiopatici, la gravità della disfunzione erettile è spesso correlata all’estensione della patologia cardiovascolare: nei pazienti ad altro rischio cardiovascolare è consigliato riprendere l’attività sessuale solo dopo aver opportunamente stabilizzato la patologia cardiaca. Mentre nei pazienti a basso rischio è necessaria un’adeguata discussione sulla possibilità di utilizzo di farmaci pro-erettili.

Secondo le linee guida della Società Europea di Urologia (EAU), modifiche dello stile di vita e l’eliminazione dei fattori di rischio devono precedere le terapie per la disfunzione erettile.

3. Farmaci e funzione sessuale

Alcuni farmaci cardiovascolari (e non solo) possono influenzare la funzione sessuale attraverso effetti sul sistema nervoso, sulla circolazione o sull’equilibrio ormonale. Questo non significa che debbano essere sospesi. Al contrario, assumere correttamente la terapia prescritta protegge il cuore e riduce il rischio di eventi acuti. Eventuali disturbi sessuali, vanno discussi con il cardiologo, che potrà valutare aggiustamenti terapeutici mirati, senza compromettere la sicurezza clinica.

4. Pillola dell’amore, quali precauzioni?

La cosiddetta “pillola dell’amore” non è nemica del cuore. Studi scientifici hanno dimostrato che il principio attivo sildenafil, oltre a migliorare la funzione erettile, può avere effetti benefici anche in alcune condizioni cardiovascolari.

È però essenziale informare sempre il medico delle terapie in corso: eventuali rischi per il cuore sono da associare al mix di principi attivi. La pillola “dell’amore”, infatti, non si può usare in associazione ai nitrati, ma questi ultimi possono essere facilmente sostituiti.

5. Riprendere l’intimità dopo un intervento al cuore

Dopo un intervento chirurgico di bypass o a seguito di un impianto di pacemaker è normale avere dubbi sulla ripresa dell’attività sessuale.

  • Pacemaker: non controindica l’attività sessuale, tenendo conto della patologia cardiaca di base.
  • Defibrillatore impiantabile: richiede maggiore attenzione, poiché un aumento fisiologico della frequenza cardiaca potrebbe attivare il dispositivo. Questo può accadere per due motivi: se si tratta di un’aritmia ventricolare, occorrerà procedere insieme allo specialista per la terapia appropriata. Quando invece la scarica è dovuta al normale aumento di battiti durante l’attività, allora è importante modificare insieme allo staff medico l’impostazione del defibrillatore e alzare la soglia di intervento.

In generale, gli esperti convengono sulla possibilità di riprendere una normale vita sessuale a un mese di distanza dall’intervento al cuore o dall’infarto.

Un approccio globale alla salute del cuore

L’Heart team dell’IRCCS MultiMedica di Sesto San Giovanni accompagna il paziente in un percorso di cura completo, che considera gli aspetti clinici ma anche la qualità della vita, inclusa la sfera affettiva e sessuale.

Un approccio multidisciplinare, tecnologie avanzate e competenze specialistiche permettono di affrontare le malattie cardiovascolari con attenzione alla persona nella sua interezza.

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Questo sito è pubblicato da MultiMedica S.p.A.- Via Fantoli 16/15, Milano - (P. I. 06781690968) , che è l'unico responsabile del contenuto presente. Direttore Sanitario Aziendale: Dr.ssa C. Sommese