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Blog – Gruppo MultiMedica

Rischio stress nel lavoro agile: 10 cose da sapere

Rischio stress nel lavoro agile secondo la metodologia INAIL 2025

1. Cos’è il Tecnostress e perché riguarda lo smart working

Il tecnostress è una forma di stress lavoro-correlato legata all’uso intensivo delle tecnologie digitali (ICT). Si manifesta con:

  • sovraccarico informativo
  • connessione costante
  • riduzione dei tempi di recupero
  • difficoltà a “staccare”

È uno dei principali rischi psicosociali nel lavoro agile.

2. Innovazione tecnologica e rischio psicosociale

L’introduzione di nuovi strumenti digitali (software, piattaforme, sistemi di controllo) non è solo un cambiamento tecnico. Comporta:

  • adattamento comportamentale
  • nuove modalità di collaborazione
  • aumento della complessità percepita
  • possibili tensioni organizzative

La gestione dell’innovazione è parte integrante della prevenzione dello stress lavoro-correlato.

3. I 7 indicatori chiave INAIL per il lavoro da remoto

La Lista di Controllo INAIL 2025 introduce indicatori specifici per il lavoro agile:

  1. Dotazione tecnologica adeguata
  2. Formazione sull’uso degli strumenti
  3. Informazione sulle modalità organizzative
  4. Coordinamento e rendicontazione con il responsabile
  5. Individuazione formale delle attività remotizzabili
  6. Misure per il diritto alla disconnessione
  7. Informativa su salute e sicurezza nel lavoro agile

Questi elementi devono essere integrati nel DVR.

4. Fasce di rischio: come leggere il punteggio

La metodologia INAIL prevede tre fasce:

  • Implementazione adeguata (0–28)
  • Correzioni necessarie (29–85)
  • Correzioni sostanziali (86–100)

Ogni fascia richiede azioni specifiche e, se necessario, una valutazione approfondita.

Il punteggio non è solo numerico: orienta le priorità di intervento.

5. Come si valuta il rischio stress nel lavoro agile

La valutazione avviene in due step:

  1. Lista di controllo – Indicatori organizzativi e tecnologici.
  2. Questionari di approfondimento – che valutano:
  • carico percepito
  • equilibrio vita-lavoro
  • supporto manageriale
  • percezione di isolamento

L’approccio è integrato: organizzazione + percezione individuale.

6. Invasione tecnologica vs conflitto casa-lavoro

Due dimensioni centrali nel lavoro agile:

  • Invasione tecnologica, Il lavoro invade la sfera privata (email serali, weekend, ferie)
  • Conflitto casa-lavoro, le richieste professionali interferiscono con la vita familiare (e viceversa).

Entrambe vengono misurate con scale validate (Likert 1–5).

7. Carico e complessità tecnologica

Il rischio aumenta quando:

  • si lavora più velocemente a causa degli strumenti digitali
  • i sistemi sono percepiti come complessi
  • serve tempo extra per apprendere nuovi software

Il carico tecnologico incide direttamente su concentrazione e performance.

8. Isolamento sociale e qualità delle relazioni

Il lavoro da remoto può ridurre:

  • interazioni spontanee
  • senso di appartenenza
  • supporto informale tra colleghi

La valutazione analizza:

  • frequenza dei contatti
  • qualità del coordinamento
  • percezione di isolamento

Il rischio non è solo individuale, ma organizzativo.

9. Diritto alla disconnessione: obbligo e strategia

Non è solo una buona prassi. Richiede:

  • policy aziendali chiare
  • definizione di fasce di reperibilità
  • disincentivo alle comunicazioni fuori orario
  • misure tecniche di contenimento

È uno strumento concreto di prevenzione del burnout.

10. Piano di intervento: 4 livelli di azione

La gestione del rischio stress nel lavoro agile deve agire su:

  1. Organizzazione, revisione carichi, job design, pianificazione
  2. Leadership, formazione dei manager nella gestione dei team ibridi
  3. Gruppo, team building, socializzazione, supporto tra pari
  4. Individuo, formazione su digital skills, gestione del tempo, tecniche antistress.

La prevenzione efficace è multilivello.

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