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Obesità

L’obesità non si identifica solo con il disagio di sentirsi diversi con limitazioni fisiche e soprattutto psichiche ma va considerata a tutti gli effetti una malattia di gravità variabile a seconda del grado, delle malattie ad essa associate o da essa dipendenti:

  • Cardiovascolari: ipertensione, cardiomegalia, tromboembolie, malattie coronariche.
  • Endocrine: diabete, ciclo mestruale irregolare o assente, complicanze durante la gravidanza, sterilità.
  • Respiratorie: dispnea, sindrome di apnea notturna, asma.
  • Gastrointestinali: calcoli, cancro al colon, steatosi epatica.
  • Dermatologiche: ulcere varicose.
  • Apparato muscolo-scheletrico: osteoartriti, osteonecrosi.
  • Anomalie ematochimiche: dislipidemia, aumento dell’acido urico (gotta).

In Italia si stima vi siano 500.000 grandi obesi (IMC > 40) e 4.700.000 obesi con IMC compreso tra 30 e 40 kg/m2.
Nel nostro Paese, proprio all’obesità sono attribuiti 52.000 decessi l’anno:
si tratta del secondo rischio per la salute dopo il fumo.

Cause

La principale causa è data dal patrimonio genetico trasmesso dai genitori che determina il numero di cellule che immagazzinano i grassi, gli adipociti, il tipo di metabolismo ed il comportamento alimentare.
Esistono poi innumerevoli fattori “ambientali” che favoriscono l’insorgenza dell’obesità: l’assunzione di alcuni farmaci; fattori etnici e socio culturali che influenzano le abitudini alimentari dell’intera comunità; fattori nutrizionali e dietetici; fattori psicologici; la sedentarietà; malattie e disfunzioni endocrine come quelle tiroidee.
Quando l’eccesso di massa grassa supera il 17% del peso corporeo nell’uomo ed il 25% nella donna si parla di obesità come di vera e propria malattia. Anche in base al tipo di distribuzione della massa adiposa si fa una distinzione tra uomo e donna.
Esiste una obesità detta androide, più frequente negli individui di sesso maschile, caratterizzata da una distribuzione del grasso a livello addominale (tipo mela) con aumentato rischio di malattie cardio-vascolari poiché l’adipe si accumula intorno ai visceri ed ai vasi ed una obesità detta ginoide, più tipica per il sesso femminile, con una distribuzione del grasso a livello dei glutei e delle cosce (tipo pera).

Trattamenti

SOLUZIONI CHIRURGICHE

Per determinare se si è o no candidati all’intervento  flondamentale è la determinazione dell’indice di massa corporea (IMC), un numero che indica il rapporto tra peso e superficie corporea.
Calcolate voi stessi il vostro Indice di Massa Corporea. Incrociando peso e altezza leggete il valore nelle caselle colorate che indicano il vostro gruppo di appartenenza.

Sono candidati al trattamento chirurgico:

  • pazienti con IMC superiore a 40: obesità di alto grado
  • pazienti con IMC superiore a 35: obesità di medio grado
  • pazienti con IMC inferiore a 35 ma con gravi malattie cardiovascolari, metaboliche e respiratorie associate.

Sono candidati al trattamento non invasivo (posizionamento endoscopico di palloncino endogastrico ad aria):

  • pazienti con IMC compreso tra 30 e 35
  • pazienti di età inferiore a 18 anni o superiore a 65
  • pazienti con veto anestesiologico all’intervento chirurgico.

Cosa si prefigge l’intervento?
Lo scopo è di ricondurre il Paziente allo stato di normalità. La scelta dell’intervento è fatta in base non solo all’IMC, alle eventuali malattie associate o alla familiarità, ma anche tenendo conto delle abitudini alimentari e della componente psicologica.
Ci sono sostanzialmente tre tipologie di intervento:

  • Restrittivo
  • Metabolico
  • Malassorbitivo.

La scelta è basata sul valore di IMC ma soprattutto sulle abitudini psicocomportamentali del soggetto.

Per una valutazione precisa dei rischi legati allo stato attuale del paziente obeso è necessaria una visita specialistica con il Chirurgo Bariatrico che, attraverso l’analisi attenta dei dati e soprattutto attraverso il colloquio con il paziente, identifica l’intervento più idoneo.