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Sindrome di Tako-Tsubo

Il cuore e l’amore sono da sempre considerati inseparabili, tanto nella cultura popolare quanto nel linguaggio quotidiano. Il batticuore, il dolore al petto dopo un forte shock emotivo o il senso di vuoto dopo una delusione amorosa non sono solo metafore: lo stress emotivo può avere un impatto reale sul cuore, indipendentemente dallo stato di salute della persona. Ma come avviene questo fenomeno? E quali sono le persone più a rischio?

La Sindrome del cuore spezzato: cos’è e chi colpisce?

Cos’è la sindrome di Tako-Tsubo?

La Sindrome di Tako-Tsubo, comunemente nota come Sindrome da crepacuore o da cuore spezzato, è una cardiomiopatia da stress, caratterizzata da un danno, spesso reversibile, a carico del ventricolo sinistro del cuore, che si manifesta con sintomi simili a quelli di un infarto, ma senza la presenza di un’ostruzione coronarica. Il nome deriva dalla forma che il ventricolo sinistro assume durante l’episodio, somigliante a un “tsubo”, un vaso utilizzato dai pescatori giapponesi per catturare i polpi.

Chi è più a rischio?

La Sindrome Tako-Tsubo è un evento raro: l’incidenza nella popolazione generale è di 1:36.000 e la diagnosi riguarda solo l’1% circa dei pazienti sottoposti a coronarografia per un quadro clinico da sospetto infarto del miocardio.

Questa rara condizione colpisce prevalentemente le donne, specialmente dopo la menopausa, con un rapporto donne/uomini di circa 3 a 1.

Lo stress emotivo intenso (come la perdita di una persona cara, una forte lite o eventi traumatici) è il principale fattore scatenante.

Sintomi della Sindrome del cuore spezzato

I sintomi principali della Sindrome di Tako-Tsubo sono molto simili a quelli di un infarto miocardico:

  • Dolore toracico acuto
  • Respiro affannoso (dispnea)
  • Alterazioni elettrocardiografiche
  • Livelli elevati di enzimi cardiaci nel sangue

Nonostante la somiglianza con l’infarto, la coronarografia non evidenzia ostruzioni alle arterie coronariche.

Quali sono le cause della Sindrome di Tako-Tsubo?

Sebbene la fisiopatologia della sindrome non sia ancora del tutto chiara, si ritiene che sia dovuta a un’improvvisa scarica di catecolamine (ormoni dello stress come adrenalina e noradrenalina) che colpisce il cuore, alterando temporaneamente la sua funzione.

Il ruolo degli ormoni

Gli ormoni giocano un ruolo fondamentale nella protezione cardiovascolare, soprattutto nelle donne. Dopo la menopausa, il calo degli estrogeni riduce questa protezione, rendendo il cuore più vulnerabile. Si ipotizza che l’iperattivazione del sistema nervoso simpatico, unita alla minore riserva di perfusione del miocardio causata dagli squilibri ormonali, contribuisca a una disfunzione microvascolare.

Questo potrebbe spiegare perché la sindrome colpisce più frequentemente le donne rispetto agli uomini.

Per approfondimenti leggi anche: “Cuore e Menopausa”

Diagnosi: come distinguere la Sindrome del cuore spezzato da un infarto?

La sindrome si manifesta con un  dolore al petto con caratteristiche più o meno simili al dolore anginoso, spesso prolungato, che può insorgere durante uno sforzo o, spesso, anche a riposo.

La diagnosi è delicata, deve essere sospettata soprattutto nei casi che rientrano nel profilo tipico (donne-menopausa-stress emotivo), escludendo anzitutto ogni altra causa maggiore di dolore toracico come infarto miocardico acuto, pericardite, miocardite, dissecazione aortica.

Per confermare la diagnosi, i medici eseguono una serie di test:

  • Elettrocardiogramma (ECG): può mostrare alterazioni ripolarizzative simili a quello dell’infarto
  • Esami del sangue: evidenziano livelli elevati di troponina, un marcatore di danno cardiaco, tuttavia mediamente inferiori a quanto si riscontra nell’infarto
  • Ecocardiogramma: mostra la tipica alterazione della funzione ventricolare
  • Coronarografia: il test decisivo, che permette di distinguere questa sindrome da un infarto, rivelando l’assenza di ostruzioni nelle arterie coronarie.

Trattamento e recupero

La buona notizia: il cuore non si spezza, anzi molto spesso guarisce! Infatti, a differenza dell’infarto, la Sindrome di Tako-Tsubo è relativamente benigna, anche se richiede un periodo di circa 2 mesi per il recupero della funzionalità cardiaca  pre-critica

Il trattamento consiste nel riposo e nella terapia cardiologica di supporto, basata sulla somministrazione di:

  • Beta-bloccanti e ACE-inibitori: per ridurre lo stress del cuore
  • Diuretici: se necessario, per ridurre la ritenzione dei liquidi
  • Riposo e gestione dello stress: essenziali per favorire il recupero.

Quanto può influire lo stress sul cuore?

Molti si chiedono se sia possibile “morire di crepacuore”. Sebbene la Sindrome di Tako-Tsubo non sia generalmente fatale, in alcuni rari casi può portare a complicazioni gravi come insufficienza cardiaca acuta o aritmie, fino alla morte improvvisa. Per questo motivo è fondamentale non sottovalutare i sintomi e rivolgersi tempestivamente al medico.

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