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Blog – Gruppo MultiMedica

Caldo e farmaci: quando l’afa può cambiare l’effetto delle terapie

Con l’arrivo dell’estate e delle prime ondate di calore, l’attenzione si concentra spesso sui rischi legati alla disidratazione, ai colpi di calore e ai malori causati dalle alte temperature. Meno noto è invece il rapporto tra caldo e farmaci: alcuni medicinali possono infatti influenzare la capacità dell’organismo di adattarsi alle temperature elevate, mentre il caldo stesso può modificarne l’efficacia o aumentare il rischio di effetti indesiderati.

Tale problematica assume particolare rilevanza nei pazienti anziani, fragili e nei soggetti affetti da patologie croniche in politerapia.

Perché il caldo può rappresentare un problema

Quando le temperature aumentano, il nostro organismo mette in atto diversi meccanismi per mantenere costante la temperatura corporea: aumenta la sudorazione, si dilatano i vasi sanguigni e cresce il fabbisogno di liquidi.

Se però si perdono troppi liquidi senza reintegrarli adeguatamente, si può andare incontro a disidratazione, riduzione della pressione arteriosa, alterazioni degli elettroliti e, nei casi più gravi, evoluzioni verso il “colpo di calore”.

Alcuni farmaci possono amplificare questi effetti, rendendo più difficile l’adattamento alle alte temperature.

I soggetti più a rischio

Gli anziani rappresentano la categoria più vulnerabile. Con l’età, infatti, diminuisce la percezione della sete e si riduce la capacità dell’organismo di adattarsi alle variazioni di temperatura.

Particolare attenzione deve essere riservata anche alle persone con malattie cardiovascolari, insufficienza renale, diabete o patologie neurologiche, soprattutto se assumono più farmaci contemporaneamente.

I farmaci da tenere maggiormente sotto controllo

Tra le categorie che richiedono maggiore attenzione vi sono i diuretici, spesso utilizzati per trattare l’ipertensione arteriosa o l’insufficienza cardiaca. Favorendo l’eliminazione di acqua e sali minerali, possono aumentare il rischio di disidratazione e di cali pressori durante le giornate più calde.

Anche alcuni farmaci antipertensivi, come ACE-inibitori, sartani e betabloccanti, possono accentuare la tendenza all’ipotensione e causare vertigini.

Particolare cautela è consigliata inoltre per chi assume farmaci per il diabete. La disidratazione può infatti alterare il controllo della glicemia e favorire squilibri metabolici che richiedono un attento monitoraggio.

Altri medicinali, come alcuni antidepressivi, antipsicotici, antistaminici o farmaci utilizzati per il Parkinson, possono interferire con la normale termoregolazione,  rendendo più difficile la dispersione del calore corporeo, provocando ipertermia.

Mai sospendere una terapia senza consultare il medico

Uno degli errori più frequenti è interrompere autonomamente i farmaci durante l’estate per paura di effetti indesiderati. La sospensione improvvisa di una terapia può essere molto più pericolosa del caldo stesso. Farmaci per la pressione, il cuore, il diabete o altre malattie croniche non devono mai essere modificati senza il parere del medico curante o dello specialista.

Eventuali aggiustamenti posologici devono essere valutati caso per caso dal medico, sulla base delle condizioni cliniche del paziente.

Attenzione anche alla conservazione dei medicinali

Le elevate temperature possono influire non solo sull’organismo, ma anche compromettere la stabilità chimico-fisica dei medicinali.

È raccomandato pertanto conservare i farmaci secondo le indicazioni riportate nel foglio illustrativo; evitare l’esposizione a temperature elevate (auto, ambienti non climatizzati, luce diretta); prestare particolare attenzione ai farmaci termolabili (es. insulina, farmaci biologici), che richiedono conservazione controllata.

Alterazioni delle condizioni di conservazione possono determinare perdita di efficacia o degradazione del principio attivo.

Alcuni consigli pratici

Durante i periodi di caldo intenso è consigliabile:

  • Monitorare periodicamente la pressione arteriosa se si assumono farmaci antipertensivi;
  • Verificare le modalità corrette di conservazione dei medicinali, leggendo attentamente il foglietto illustrativo;
  • Bere regolarmente acqua, anche in assenza di sete;
  • Evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde della giornata;
  • Mantenere gli ambienti freschi e ben ventilati;
  • Rivolgersi al medico in caso di vertigini, debolezza marcata, confusione, svenimenti o altri sintomi insoliti;

Il dialogo con il medico resta fondamentale

L’estate non deve diventare motivo di preoccupazione per chi segue una terapia farmacologica. Nella maggior parte dei casi è sufficiente adottare alcune semplici precauzioni e mantenere un adeguato livello di idratazione.

Il consiglio più importante rimane quello di confrontarsi con il proprio medico o farmacista in presenza di dubbi, evitando iniziative autonome. Una corretta gestione delle terapie consente infatti di affrontare anche le giornate più calde in sicurezza, riducendo il rischio di complicanze e preservando l’efficacia dei trattamenti.

 

A cura di Elisabetta Calabretto, Responsabile Servizio Farmacia, Gruppo MultiMedica

 

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