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Ipertensione

Che cos’è l’ipertensione?

L’ipertensione è una condizione caratterizzata dall’eccessiva pressione del sangue nelle arterie, a sua volta determinata dalla quantità di sangue che viene pompata dal cuore e dalla resistenza delle arterie al flusso del sangue.

L’ipertensione arteriosa è il primo fattore di rischio cardiovascolare che affligge una persona su 4 in età adulta e oltre 1 su 2 in età avanzata. Nelle donne, è più frequente dopo la menopausa.

Un fattore di rischio da non sottovalutare

L’ipertensione arteriosa è un fattore di rischio e non una malattia, individuarla e curarla può prevenire gli importanti danni che può causare, infatti,  può definirsi  una condizione che aumenta la probabilità che si verifichino altre malattie cardiovascolari come:

  • angina pectoris:
  • infarto miocardico;
  • ictus cerebrale;

Vi sono tre tipi di ipertensione:

  • ipertensione arteriosa sistolica quando solo la pressione massima è aumentata;
  • ipertensione diastolica, sono alterati i valori della pressione minima.
  •  ipertensione sisto-diastolica quando entrambi i valori di pressione (minima e massima) sono superiori alla norma.

Per effetto dell’invecchiamento, gli anziani e gli ultranovantenni soffrono più spesso di ipertensione arteriosa sistolica isolata, con valori di pressione massima anche molto alti, e pressione minima bassa. Le forme di ipertensione diastolica isolata, al contrario, sono più frequenti nei soggetti più giovani.

Le cause dell’ipertensione

L’ipertensione arteriosa può essere definita primaria o secondaria.

L’ipertensione arteriosa primaria o essenziale, rappresenta circa il 95% dei casi di ipertensione e non vi è una causa ben precisa che può essere identificata o curata. I valori elevati di pressione, spesso,  sono il risultato dell’alterazione dei meccanismi complessi che regolano la pressione come il sistema nervoso autonomo o le sostanze circolanti che hanno effetto sulla pressione.

Nel restante 5% dei casi, invece, l’ipertensione è la conseguenza di malattie che possono essere acquisite o congenite e che interessano i reni, i surreni, i vasi, il cuore, motivo per il quale viene definita ipertensione secondaria. In questi casi, l’individuazione e la rimozione delle cause, ovvero la cura della malattia che comporta  l’ipertensione. Oltretutto l’ipertensione secondaria interessa anche soggetti giovani e ciò rende difficile controllare i valori attraverso l’uso di farmaci.

Va ricordato che in alcuni casi l’aumento dei valori di pressione arteriosa deriva dall’uso o dall’abuso di alcune sostanze tra cui,  liquirizia, spray nasali, cortisone, pillola anticoncezionale e droghe come  cocaina e  amfetamine. In questi casi, sospendendo l’assunzione di queste sostanze, i valori pressori tornano alla normalità.

I sintomi dell’ipertensione

Spesso l’aumento dei valori di pressione non è accompagnato da sintomi particolari o che destano chissà quali sospetti, soprattutto se il cambiamento pressorio avviene improvvisamente. Questo perché l’organismo tende ad abituarsi ai valori alterati e non manda dei segnali al paziente, infatti, anche in presenza di valori eccessivamente elevati le persone affette da ipertensione non lamentano sintomi.

I sintomi più comuni legati all’ipertensione non sono specifici di questa patologia, motivo per il quale vengono o imputati a condizioni diverse o sottovalutati. I sintomi più comuni sono:

  • Mal di testa, specie al mattino
  • Stordimento e vertigini
  • Ronzii nelle orecchie (acufeni, tinniti)
  • Alterazioni della vista (visione nera, o presenza di puntini luminosi davanti agli occhi)
  • Perdite di sangue dal naso (epistassi)

Nei casi di ipertensione secondaria, ai sintomi aspecifici possono associarsene altri, più specifici, dovuti alla malattia di base.

Proprio perché non ci sono sintomi specifici, controllare periodicamente la pressione è fondamentale per fare una diagnosi precoce di ipertensione e significa anche limitare i danni e tutte le malattie cardiovascolari anche invalidanti a questa legati.

I fattori di rischio

  • Familiarità

    la presenza, in famiglia, di soggetti ipertesi. Ciò porta ad avere una predisposizione a sviluppare problemi di ipertensione.

  • Età

    la pressione arteriosa aumenta con l’avanzare dell’età, per effetto dei cambiamenti che si verificano a carico dei vasi arteriosi, che, invecchiando, diventano più rigidi.

  • Sovrappeso

    sovrappeso e obesità, si associano ad un incremento dei valori pressori. Questa condizione è molto legata allo stile di vita, infatti è sempre buono avere una corretta alimentazione per prevenire l’ipertensione e tenere quindi sotto controllo il peso

  • Diabete

    questa condizione, grave molto diffusa tra la popolazione adulta, si associa spesso ad un incremento della pressione arteriosa, aumentando in modo significativo il rischio di malattie cardiovascolari.

  • Fumo

    il fumo di sigaretta altera acutamente i valori di pressione arteriosa (dopo aver fumato, la pressione resta più alta per circa mezz’ora); a questo, si associano i danni cronici che il fumo induce sui vasi arteriosi.

  • Disequilibrio di sodio e potassio

    mangiare cibi troppo salati ed, in generale, una dieta troppo ricca di sodio o troppo povera di potassio, possono contribuire a determinare l’ipertensione arteriosa.

  • Alcool

    un consumo eccessivo di alcoolici può contribuire all’innalzamento dei valori pressori, oltre che danneggiare il cuore, causando complicanze in tutto il sistema cardiovascolare.

  • Stress

    lo stress si a fisico che mentale contribuisce al mantenimento di valori di pressione più alti. Questo spiega, per esempio, perché i valori di pressione aumentino mentre si fa esercizio fisico o perché aumentano in situazioni di angoscia o paura.

  • Sedentarietà

    Bisogna abbattere la sedentarietà: l’attività fisica moderata e costante contribuisce a ridurre i valori pressori e migliora le prestazioni fisiche contribuendo alla diminuzione del grasso corporeo e mantenendo il cuore allenato.

La diagnosi

La misurazione della pressione arteriosa viene espressa attraverso due valori, la pressione sistolica (massima) e la pressione diastolica (minima), che dipendono dal fatto che il muscolo cardiaco si contrae (sistole) e si rilassa (diastole) tra un battito e l’altro.

Per gli adulti i valori sono compresi tra i 140/85 mm Hg, infatti, si parla di ipertensione se questi valori sono costantemente superiori alla norma, e appurato che l’ipertensione non comporta l’avere dei sintomi specifici, l’ unico metodo è controllare e misurare con frequenza il valore della  pressione, in modo da individuare immediatamente il problema e procedere con il trattamento.

Fatta la diagnosi è necessario poi sottoporsi a tutti quegli esami che permettono di capire se l’ipertensione ha già fatto o meno dei danni a vasi, cuore, reni. Ciò permetterà al medico di definire il profilo di rischio cardiovascolare del paziente, trovare un’eventuale insufficienza e procedere con la cura farmacologica antiipertensiva più adatta.

Come prevenire e curare l’ipertensione

La cura per l’ipertensione prevede l’utilizzo di farmaci e comunque va associato ad un corretto stile di vita che deve vedere dei cambiamenti, sia nell’alimentazione che nell’attività fisica che nei vizi come uso di tabacco, alcol o droghe, che ovviamente vanno eliminati.

L’obiettivo è ovviamente quello di normalizzare i valori pressori, pertanto è necessario eliminare quelle che possono essere le cause della comparsa dei problemi di ipertensione in modo da avere una riduzione dei fattori di rischio.

Ecco una classificazione di cosa è necessario fare:

  • dieta povera di sale;
  • attività fisica moderata e costante;
  • controllo del peso corporeo;
  • astensione da fumo di sigaretta;
  • consumo controllato di alcolici;

Uno stile di vita sano non preclude il fatto che in molti casi è necessaria anche una terapia farmacologica.

I farmaci di cui disponiamo sono molti, ed agiscono sul controllo della pressione arteriosa con meccanismi diversi; sono tutti efficaci e sicuri, e la scelta del tipo di antiipertensivo da utilizzare viene fatta dal medico sulla scorta della storia del paziente e della presenza di altre patologie associate.

In alcuni pazienti l’uso di un solo antiipertensivo è sufficiente per normalizzare la pressione arteriosa, in altri è necessario
ricorrere all’associazione di più farmaci, che agendo con meccanismi diversi concorrono al controllo della pressione. Dover assumere più antiipertensivi non significa avere un’ipertensione più aggressiva: semplicemente, ogni paziente risponde in modo diverso alle singole terapie. Per questo, trovare il o i farmaci efficaci e meglio tollerati può richiedere un po’ di tempo. E può anche succedere che dopo anni di terapia, un paziente richieda l’aggiunta o il cambio di un farmaco: non è colpa dell’antiipertensivo che perde efficacia, ma è l’effetto della pressione arteriosa, che con gli anni cambia.

In alcuni pazienti, l’utilizzo anche di 4-5 farmaci antiipertensivi a dosaggio pieno non è sufficiente a controllare la pressione
arteriosa; si parla, in questi casi, di ipertensione arteriosa resistente. Recentemente sono state proposte nuove terapie non farmacologiche per il trattamento di queste forme di ipertensione arteriosa (denervazione delle arterie renali).

Farmaci antiipertensivi:

  • ACE inibitori, antagonisti del recettore per l’angiotensina II (Angiotensin II receptor Blocker – ARBs) o sartani, inibitori diretti della renina: abbassano la pressione interferendo con la produzione di alcune sostanze circolanti che compongono il cosiddetto sistema renina-angiotensina-aldosterone. Ogni classe di farmaci è attiva in un punto di verso di questo sistema.
  • Calcio antagonisti: controllano la pressione inducendo vasodilatazione.
  • Diuretici: aiutano l’organismo a smaltire acqua e sali minerali (sodio)
  • Alfa e beta bloccanti: agiscono a livello dei meccanismi nervosi di controllo periferico della pressione arteriosa
  • Simpaticolitici ad azione centrale: agiscono a livello dei meccanismi nervosi di controllo centrale (sistema nervoso centrale) della pressione arteriosaI consigli del medico:

Il Prof. Padeletti, Direttore del Dipartimento Cardiovascolare Interpresidio Gruppo MultiMedica, ci fornisce, in 5 semplici punti, quello che è necessario sapere sull’ipertensione.

Ecco le 5 cose che non sai sull’ipertensione arteriosa:

Come misurare la pressione arteriosa?

  • La pressione è molto variabile e cambia di ora in ora. Per questo motivo “una rondine non fa primavera”: una rilevazione di pressione alta non significa averla sempre alta e viceversa. Molto utile è la automisurazione della pressione a domicilio con apparecchi validati al braccio che permettono di avere diverse misurazioni nell’arco della giornata.Occhio allo stile di vita
  • La prima terapia dell’ipertensione è lo stile di vita: poco sale, movimento moderato, camminare tutti i giorni 40 minuti a passo veloce (se vuoi che funzioni devi sudare!!!!), dimagrire e bere pochi caffè’. Ma soprattutto ….. non fumare!Misuro la pressione e decido sulla pasticca
  • Attenzione!!!!! Mai fare questo ragionamento. Proprio perché la pressione varia molto nella giornata non possiamo decidere sull’assunzione della terapia sulla base di una sola misurazione. Deciderà il medico. Solo se la pressione arteriosa è molto bassa (pressione massima inferiore a 100 mmHg) può avere un senso non assumere la terapia e parlarne al medico. Altrimenti, avanti con la terapia fino alla prossima visita!Ti gira la testa quando ti alzi e sei un anziano con la pressione alta?
  • Fai presente il sintomo al tuo medico e richiedi la misurazione della pressione in posizione sdraiata ed in piedi alla ricerca della “ipotensione ortostatica”. In molti anziani, soprattutto in estate, la pressione può calare quando ci si alza…. Ancora pochi medici misurano la pressione in piedi ai loro pazienti…. Richiediamolo.Scusi dottore
  • Se trovi alti valori di pressione arteriosa controlla anche: glicemia, colesterolo “buono e cattivo”, trigliceridi, creatinina, sodio, potassio, acido urico. Spesso i fattori di rischio cardiovascolare sono associati tra loro.