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Blog – Gruppo MultiMedica

La prevenzione ha salvato il mio futuro

Parlami di te “Conta tanto l’energia che ci metti nelle cose, la positività aiuta a star bene e ad essere serena”

 

Il tumore al seno resta tutt’oggi il tumore più diffuso nelle donne ma, nonostante l’incidenza sia in costante aumento, grazie ai progressi delle terapie, alle diagnosi precoci e agli screening mammografici, si sta osservando una riduzione della mortalità. È proprio grazie alla prevenzione e, di conseguenza, alla diagnosi precoce che la storia che ci racconta Barbara con un sorriso splendente ha un lieto fine.

Barbara, quando ha avuto la diagnosi di tumore al seno?

“Ho scoperto di avere un tumore al seno 5 anni fa, durante uno dei miei controlli annuali. Avevo 51 anni e dall’anno prima, sotto consiglio della ginecologa, avevo preso la buona abitudine di fare ogni anno l’ecografia e la mammografia. Così, a settembre del 2018 mi sono recata presso l’Ambulatorio Multispecialistico MultiMedica di via San Barnaba, per effettuare l’esame mammografico. Ero tranquilla, per me era un esame come un altro, in famiglia non c’erano mai stati casi di tumore, perciò ero convinta che una volta terminato sarei tornata alla mia routine come sempre. Invece, quel giorno la Dottoressa mi disse che era necessario fare ulteriori accertamenti perché c’era una piccola macchia che non la convinceva. Mi rassicurò, ma fece in modo che già il giorno successivo mi sottoponessi ad un’ecografia.
Con l’autopalpazione non riuscivo ad individuare niente. L’unica sensazione insolita, l’avevo avuta qualche mese prima, quando, toccandomi, avevo sentito come una puntina di spillo. Questo spillo ogni tanto lo ritrovavo, soprattutto mentre dormivo, ma era difficile da individuare e così non gli diedi peso.
L’ecografia mostrò una piccolissima cisti con un contorno non lineare, feci una visita con la Dr.ssa Ballardini, Direttore Chirurgia Senologica e Direttore della Breast Unit MultiMedica, che subito individuò “il piccolo spillo” e mi prenotò una biopsia per la settimana seguente. L’esito confermò che si trattava di un tumore maligno da rimuovere rapidamente. Lì per lì, mi cadde il mondo addosso, non sapevo cosa rispondere, cosa dire. Stavo male e basta. Fortunatamente, a darmi la diagnosi c’era la Dr.ssa Ballardini, che seppe come incoraggiarmi e rassicurarmi. Il controllo mammografico era stato provvidenziale, avevamo trovato il tumore in uno stadio iniziale, era talmente piccolo (circa 6 mm), che non aveva ancora intaccato i linfonodi. In quel momento, per me così brutto, la Senologa riuscì davvero a tranquillizzarmi, ancora oggi a distanza di 5 anni ricordo perfettamente ciò che mi disse. Fu il mio angelo.”

Cosa è successo dopo? Come hai affrontato questa diagnosi?

“Il periodo di attesa dell’intervento è stato emotivamente molto intenso. La parola tumore mi impauriva perché mi faceva pensare alla morte, non ad altro. Le mie colleghe ed amiche che avevano avuto questa patologia se ne erano andate a causa di una diagnosi tardiva. Dovevo comunicarlo alla mia famiglia cercando di rimanere il più tranquilla possibile. Con mia mamma e miei figli fui un po’ vaga, gli dissi solamente che avevo un problema al seno e che avrei dovuto sottopormi ad un intervento. Ho cercato, senza mai mentire, di non farli preoccupare. In questi casi è importante riuscire a gestire anche le emozioni altrui, perché avere intorno un clima familiare sereno è fondamentale per sopportare il peso psicologico che questa malattia ti butta addosso. Io in questo sono stata molto fortunata. Dopo la diagnosi, il mio compagno ha cercato in tutti i modi di farmi sentire spensierata. Sicuramente era un momento complicato anche per lui, sarà stato male e preoccupato, però non me lo ha mai dato a vedere. Il suo supporto, insieme a quello della Dr.ssa Ballardini, sempre pronta a rassicurarmi e a rispondere ai miei dubbi, sono stati indispensabili.”

Com’è andato l’intervento?

“Bene, poiché il tumore era ancora piccolo fu sufficiente procedere con una quadrantectomia, un intervento conservativo che consiste nell’asportazione della sola area della mammella in cui è presente il tumore. Oltretutto, per rimuovere il linfonodo sentinella ricorsero alla linfoscintigrafia: nell’area di asportazione viene iniettato un particolare tracciante radioattivo che aiuta a localizzare il linfonodo sentinella. Questo permette di procedere apportando solo un piccolo taglio, velocizzando così i tempi di guarigione.
Benché l’intervento fosse necessario per rimuovere il tumore e quindi stare bene, non potevo smettere di pensare anche al lato estetico. Avevo paura che il mio seno non fosse più come prima o che sarebbe stato necessario togliere una porzione di seno maggiore. Oggi, nonostante la cicatrice che lo attraversa, il mio seno è identico. Ci sono voluti mesi per accettare la cicatrice, ma adesso quando la guardo ci vedo del bello, perché io sto bene, sono serena, come chi è intorno a me, perché anche se nel profondo sono stata malissimo, sono riuscita a tirare fuori la grinta per fare tante cose. L’insieme di tutto ciò rende la mia cicatrice bella, non la voglio nascondere e non me ne vergogno.
Anche dopo essere stata dimessa, tutta l’équipe della Breast Unit MultiMedica mi è sempre stata di supporto e fatta sentire al sicuro. Il giorno dopo l’operazione mi consegnarono un libricino completo di tutti i numeri ai quali avrei potuto rivolgermi in caso di necessità, fortunatamente io ebbi bisogno solo della Fisioterapista e della Senologa.

Cosa ti ha aiutato a superare questo momento difficile con positività?

Cerco sempre di essere una persona positiva, di aiutare le persone e di trasmettere un sorriso. Questa è la mia filosofia, quella che mi ha aiutata ad affrontare anche questo brutto momento, con una forza che non sapevo di avere. Quando ci penso, mi dico: veramente sono riuscita a superarla? Come ho fatto?
Credo che conti tanto l’energia che ci metti nelle cose, la positività aiuta a star bene e ad essere serena. Per me è stato fondamentale anche lo sport. Sono sempre stata una persona sportiva, ma quando mi è capitata questa cosa ho pensato ci volesse qualcosa di più “strong”, che mi aiutasse a buttare fuori lo stress e le energie negative, così tre anni fa mi sono iscritta ad un corso di pole dance. Mi sono talmente appassionata che ho comprato un palo e l’ho messo nella palestra del condominio! Oltre che a livello psicologico, lo sport mi ha aiutata anche a sopportare e ad affrontare i dolori causati dalla terapia ormonale. Ma più di tutto ciò che ha fatto davvero la differenza è stata la prevenzione, se non avessi fatto quel controllo di routine, sicuramente oggi la mia storia sarebbe stata diversa.

 

APPROFONDIAMO

La Breast Unit di MultiMedica riconosciuta da Regione Lombardia e certificata dalla norma internazionale UNI EN ISO 9001, soddisfa i requisiti quali-quantitativi regionali e nazionali e offre in maniera integrata e multidisciplinare l’intero percorso per la presa in carico dei pazienti, dalla prevenzione alla diagnosi e trattamento, fino al follow-up e riabilitazione.
Ha ottenuto, inoltre, la Breast Centers Certification, una Certificazione europea di qualità che attesta il rispetto dei più elevati standard qualitativi per la cura del tumore al seno, secondo le linee guida definite da EUSOMA (European Society of Breast Cancer Specialists), il massimo organismo scientifico europeo del settore. Si ispira ad un modello di organizzazione composto da un team di esperti dedicati alla patologia mammaria e offre un percorso completo, dalla prevenzione alla diagnosi e alla cura, su più sedi, studiato per rispondere a tutte le richieste di salute delle donne.

 

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