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Blog – Gruppo MultiMedica

Obesità. Una malattia che si può (e si deve) curare

A cura del Dott. Valerio Ceriani, Direttore dell’Unità di Chirurgia Generale, MultiMedica Sesto IRCCS e San Giuseppe

Cos’è l’obesità?

L’obesità è una vera e propria malattia e rappresenta un’emergenza medica e sociale dei paesi del mondo sviluppato, dove una porzione significativa della popolazione ne risulta affetta.

I dati della sorveglianza PASSI, sotto la guida dell’ISS, relativi alla fascia di età compresa tra i 18 e i 69 anni, e aggiornati fino al 2020-2021, evidenziano che in Italia oltre il 40% degli adulti presenta un eccesso ponderale (con un BMI compreso tra 25 e 29.9), mentre oltre l’11% è classificato come obeso (con un BMI ≥ 30). L’eccesso ponderale si riscontra più frequentemente con l’avanzare dell’età, soprattutto tra gli uomini, e risulta più comune tra coloro che affrontano difficoltà economiche o hanno un basso livello di istruzione.

Esistono diverse forme di obesità, alcune delle quali possono conseguire ad altre malattie, quali disordini endocrini o sindromi genetiche. Tuttavia, la grande maggioranza dei casi rientra nel quadro della cosiddetta “obesità primitiva”. Questa malattia è di per sé una condizione patologica a causa multifattoriale: vale a dire che diversi fattori concorrono alla sua insorgenza. Tra questi possiamo elencare aspetti metabolici, psicologici, sociali e culturali.

Quali rischi per la salute comporta l’obesità?

L’obesità comporta un rischio rilevante di sviluppare ulteriori malattie associate, quali diabete mellito, ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia e ipertrigliceridemia, disturbi respiratori e patologia da degenerazione delle articolazioni degli arti inferiori, dovuta all’eccessivo peso. Infatti, l’obesità rappresenta a sua volta un grave fattore di rischio per infarto e ictus.
Ancora, si associano all’obesità anomalie del ciclo mestruale e infertilità della donna, un rischio più elevato di complicanze dopo interventi chirurgici e di sviluppare alcuni tumori rispetto alla popolazione generale. Queste condizioni patologiche, strettamente correlate alla presenza di eccessivo tessuto adiposo nell’organismo, rendono conto in ultima analisi di un’aspettativa di vita ridotta dei pazienti obesi rispetto alla popolazione generale. In termini statistici, diversi studi scientifici stimano una riduzione dell’aspettativa di vita di circa 6 anni per pazienti affetti da obesità moderata e addirittura più di 12 anni per gradi di obesità severa. Tali cifre pongono la prognosi di alcuni pazienti obesi su ordini di grandezza paragonabili alla patologia oncologica.

Inoltre, sia per la condizione di obesità stessa, sia per l’eventuale comparsa di patologie a questa direttamente associate, è ben documentato un concreto deterioramento della qualità di vita dei pazienti obesi rispetto alla popolazione generale. In altri termini, possiamo dire che i pazienti affetti da obesità vivono nel complesso una vita più breve e meno piacevole degli individui non obesi. Se è vero che le forme più lievi di obesità possono ancora essere trattate con successo mediante un approccio medico, è oramai ampiamente dimostrato che per un gran numero di pazienti affetti da obesità severa la chirurgia rappresenta la terapia più efficace.

Cos’è il BMI e come valuta l’obesità?

Scala_IMCNella pratica clinica, la valutazione della severità della condizione di obesità viene formulata in relazione all’indice di massa corporea, definito comunemente con l’acronimo BMI, dall’inglese Body Mass Index.  Questo si calcola dividendo il peso espresso in Kg per il quadrato dell’altezza espressa in metri. Una persona normopeso ha un BMI compreso tra 18 e 25. Il BMI maggiore di 25 ma inferiore a 30 configura una condizione di sovrappeso. Il BMI sopra 30 connota una condizione di obesità. Le linee guida nazionali e internazionali indicano la chirurgia come approccio terapeutico adeguato per pazienti con BMI maggiore di 35 e presenza di patologie associate all’obesità o con BMI superiore a 40, anche in assenza di copatologie.

Cos’è la chirurgia bariatrica?

La branca della chirurgia che si pone l’obiettivo di curare l’obesità viene oggi definita Chirurgia Bariatrica. Numerosi lavori scientifici sull’argomento hanno dimostrato il ruolo della Chirurgia Bariatrica: infatti, dopo intervento bariatrico, i pazienti obesi si giovano di un importante calo ponderale e sono in grado di mantenere una buona stabilità del peso corporeo nel medio-lungo termine. Questo si associa a una riduzione significativa della classe di rischio cardiologico e pare tradursi, in definitiva, in un concreto miglioramento dell’aspettativa di vita rispetto alla condizione preoperatoria.

Dobbiamo osservare che la Chirurgia Bariatrica non può essere concepita come un atto autonomo rispetto ad altri approcci terapeutici, ma, al contrario, deve essere inserita nel contesto di un approccio multidisciplinare, al fine di ottenere i risultati migliori. Questo risulta facilmente comprensibile se si considera che, come detto sopra, l’obesità è una malattia metabolica che riconosce diverse concause che agiscono di concerto. Pertanto, per un risultato terapeutico ottimale, la malattia deve essere aggredita da più lati contemporaneamente. Infatti, qualsiasi intervento chirurgico bariatrico può funzionare al meglio solo quando associato a un attento regime nutrizionale e a un costante supporto psicologico-comportamentale.

MultiMedica offre ai pazienti obesi la professionalità di un’equipe multidisciplinare che ha sviluppato un interesse specifico per il trattamento dei pazienti bariatrici. La grande esperienza maturata ha permesso il conseguimento di risultati lusinghieri e il riconoscimento come Centro di Eccellenza affiliato alla Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità (SICOB) nonché sede della presidenza della Scuola Nazionale ACOI-SICOBUmberto Parini” di Chirurgia Bariatrica.

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