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Blog – Gruppo MultiMedica

Latte e coliche nel neonato: esiste davvero un collegamento?

Cosa sono le coliche del neonato?

Vengono definite come coliche gli episodi di pianto improvviso incontrollato e continuo, accompagnato da arrossamento al viso, irrigidimento delle braccia, tensione addominale, flessione delle gambe sulla pancia, che compaiono dopo qualche settimana dalla nascita e possono durare fino ai 3-4 mesi di vita.

Si tratta di lattanti sani, che si alimentano bene, che hanno una crescita regolare del peso che tra un episodio e l’altro sono sereni e non manifestano malessere.

Pianto del neonato e coliche: perché il bambino si irrigidisce e sembra avere mal di pancia?

È bene sapere che il pianto per il neonato è uno strumento di comunicazione, ed è un meccanismo complesso, che coinvolge tutto l’organismo.

Il neonato quando piange lo fa con tutto il corpo si contrae, chiude i pugni, ritrae le gambe, attiva ogni muscolo, anche quelli addominali spinge e può emettere aria. Ecco perché queste crisi di pianto vengono interpretate come coliche.

L’ aria è normalmente presente nel tubo digerente in particolare in quello del lattante, perché il latte, soprattutto materno, è ricco di lattosio che fermentando produce aria. Se il latte materno è l’alimento ideale per un lattante non sarà certo questo a dargli le coliche!

A questo punto possiamo dire che per coliche si intendono crisi di pianto che possono avere tantissimi motivi e che solo in pochi casi sono l’espressione di un problema intestinale.

Il lattante è estremamente sensibile agli stimoli ambientali, non è in grado di auto-consolarsi.

È certo che il pianto di un neonato/lattante rappresenta una preoccupazione per i genitori e se ricorrente e prolungato può essere fonte di stress e frustrazione, che possono indurre i genitori a comportamenti errati.

Quindi cosa fare?

Abbiamo visto che i lattanti con coliche tra un episodio e l’altro stanno bene, si alimentano adeguatamente e hanno una crescita regolare.

Se invece compaiono sintomi come:

  • difficoltà ad alimentarsi,
  • febbre,
  • vomito persistente,
  • diarrea,
  • sangue nelle feci
  • scarsa crescita ponderale

bisogna rivolgersi al pediatra.

Anche in assenza di questi sintomi evidenti il confronto con il pediatra è comunque utile, possono essere dati consigli su come migliorare la modalità dell’allattamento al seno e al biberon, è fondamentale per escludere intolleranza alle proteine del latte vaccino, reflusso gastroesofageo e altri non gravi disturbi intestinali.

Alternare latte materno e latte artificiale aiuta a prevenire le coliche?

Sospendere l’allattamento al seno in favore dell’alimentazione con latte di formula non è certo la scelta migliore per il lattante. Diete di esclusione nella mamma che allatta sono consigliate solo se c’è un sospetto fondato di allergia alle proteine del latte vaccino.

Cambiare in autonomia il latte formulato 1 con formule speciali anti-colica, anti-reflusso o latte parzialmente idrolisato crea confusione e soprattutto disagio per il lattante.

Latte formulato e coliche

A meno di una intolleranza alle proteine del latte vaccino non è documentato che il latte artificiale scateni o peggiori le coliche, sicuramente il latte artificiale richiede una digestione diversa rispetto al latte materno.

Il latte materno non solo ha una diversa composizione di zuccheri e grassi nell’arco della giornata ma anche tra l’inizio e la fine della poppata.

Anche la modalità di suzione al seno è diversa da quella al biberon, al seno il lattante attua un movimento ad “onda” della lingua, spremendo il capezzolo contro il palato e creando un vuoto per estrarre il latte, al biberon il latte fuoriesce più facilmente per compressione e gravità. Il seno risponde ai segnali del bambino, il biberon offre un flusso continuo.

Farmaci, fermenti lattici e rimedi naturali: funzionano davvero?

L’efficacia di farmaci come il simeticone (Mylicon) così come quella degli integratori alimentai e dei preparati erboristici specifici (melissa, camomilla) non è documentata da prove scientifiche.

Alcuni studi suggeriscono che ceppi specifici di fermenti lattici, come il lactobacillus reuteri possono ridurre la durata del pianto nei bimbi allattati al seno. I probiotici non vanno iniziati senza un confronto con il pediatra.

Come ridurre le coliche nel lattante

Comportamenti precisi possono comunque aiutare il vostro e la vostra bambina riducendo la durata e l’intensità della “colica”:

  • Ridurre le stimolazioni visive e uditive in modo da offrirgli un ambiente tranquillo
  • Tenerlo in una fascia, o in contatto pelle a pelle
  • Parlargli con tono di voce calmo e affettuoso, anche cantare una canzoncina che impari a riconoscere
  • Utilizzare trasmettitori di rumori bianchi
  • Massaggiare il pancino
  • Abbracciarlo e cullarlo con movimenti ritmici e delicati

A cura della Dott.ssa Gloria Pianon, Neonatologa, Ospedale San Giuseppe – Gruppo MultiMedica

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