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Blog – Gruppo MultiMedica

La tecnologia può renderci più umani?

Nel dibattito sull’innovazione tecnologica, soprattutto in Sanità, si tende spesso a concentrarsi sugli strumenti: piattaforme, automazione, intelligenza artificiale, interoperabilità.
Ma la domanda più interessante è un’altra: cosa permette davvero di fare la tecnologia alle persone che lavorano in organizzazioni complesse come MultiMedica?
La risposta non riguarda soltanto l’efficienza operativa. Riguarda la possibilità di recuperare tempo cognitivo e organizzativo da dedicare ad attività a maggior valore: analisi, ricerca, progettazione, sviluppo di nuovi modelli di servizio, decisioni strategiche.
Secondo una recente analisi di McKinsey, quasi il 25% della spesa sanitaria è ancora assorbita da complessità amministrative e processi frammentati. Le organizzazioni che stanno investendo in AI e automazione non lo fanno più soltanto per “digitalizzare”, ma per liberare capacità professionale e aumentare la qualità delle decisioni.
È un passaggio importante, perché il vero rischio oggi non è avere troppa tecnologia, ma utilizzare la tecnologia per produrre semplicemente più operatività. Alcuni studi recenti di Harvard Business School e Harvard Business Review sottolineano infatti che l’AI genera valore quando riduce il carico delle attività ripetitive e supporta il lavoro ad alta intensità di conoscenza, non quando accelera indiscriminatamente la produzione di task e microattività.
Per un gruppo come MultiMedica, che integra assistenza, ricerca, formazione e innovazione organizzativa, questo tema è particolarmente rilevante.
La trasformazione digitale in corso non riguarda quindi soltanto la semplificazione dei processi clinico-amministrativi. Riguarda la possibilità di creare un’organizzazione più fluida, capace di concentrare maggiormente le proprie competenze sulle attività che generano reale valore: sviluppo progettuale, ricerca scientifica, qualità clinica, sostenibilità organizzativa e capacità di innovazione.
“L’obiettivo non è automatizzare per sostituire, ma semplificare per evolvere. Ridurre il peso delle attività ripetitive significa permettere alle persone di dedicare più energia a ricerca, progettazione, analisi e decisioni strategiche. La tecnologia crea valore quando aumenta la qualità del lavoro, non semplicemente la velocità. – Spiega Barbara Maceri, CIO del nostro Gruppo – I progetti che stiamo implementando in MultiMedica si muovono esattamente in questa direzione. Penso innanzitutto agli importanti investimenti in cybersecurity, oggi indispensabili per garantire la protezione dei dati, la continuità operativa e la resilienza delle nostre strutture. Parallelamente l’introduzione dell’applicativo Adrenaline E-Claim contribuirà a semplificare significativamente la gestione delle pratiche amministrative di Fondi e Assicurazioni. L’obiettivo non è soltanto rendere più efficienti i processi, ma soprattutto liberare tempo prezioso per le nostre colleghe e i nostri colleghi, consentendo loro di concentrarsi maggiormente sulle attività che generano valore per l’organizzazione e per i pazienti, riducendo il peso della burocrazia e delle attività a basso valore aggiunto.”
Anche nel panorama internazionale, le esperienze più avanzate mostrano come il valore dell’AI in sanità si stia progressivamente spostando dall’effetto “novità” alla riduzione della frizione operativa: meno tempo speso in attività amministrative ridondanti, più capacità di coordinamento, maggiore velocità nell’accesso alle informazioni e supporto più efficace alle attività di ricerca e governance.
In questo scenario, la tecnologia non sostituisce il contributo umano. Al contrario, lo rende più qualificato. Perché il vero vantaggio competitivo, oggi, non è fare più attività. È creare le condizioni affinché persone e competenze possano concentrarsi maggiormente su ciò che genera valore, innovazione e futuro.

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