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Blog – Gruppo MultiMedica

42.195 metri di libertà: la passione per la corsa di Annarigo Rigo

Corro da quando ero una ragazzina – ci racconta Annarigo Rigo, Responsabile Area Solventi di MultiMedica Castellanza – In realtà, all’inizio, la corsa non era proprio nei piani: per anni sono stata obbligata a praticare sport di squadra, con l’obiettivo di aiutarmi a vincere timidezza e insicurezza. Ma, alla fine, in molti hanno dovuto arrendersi alla mia passione per la corsa.

Dalla passione per la corsa alle prime maratone

Ho corso per anni, poi ho dovuto fermarmi durante il periodo più difficile della fecondazione in vitro e delle gravidanze interrotte. Quando ho ricominciato, però, l’ho fatto con una passione ancora più forte e con una costanza che non mi ha più abbandonata.

Anche durante la mia doppia maternità adottiva la corsa è rimasta una presenza importante. I miei figli hanno capito molto presto che tenermi lontana dalle mie scarpette da running poteva essere un bel problema per loro! Così si sono abituati a tenere il cronometro, a giocare insieme a me mentre io correvo, seduti sulle panchine vicino a casa a segnare i miei chilometri, a seguirmi nelle trasferte per le gare, ad aspettarmi al traguardo e a fare il tifo per me.

Ho corso sei maratone: due volte Milano, due volte Firenze, poi Treviso e Ravenna. Di mezze maratone ne ho perso ormai il conto. Per ora tutte in Italia, ma non escludo nuove sfide. La gara che amo di più, però, è senza dubbio la maratona. Sul mio braccio ho persino un tatuaggio con quei cinque numeri che per un runner hanno un significato speciale: 42195, i metri da percorrere.

La maratona come viaggio interiore

La maratona viene spesso descritta come un viaggio interiore. Ed è proprio così. Passo dopo passo ti rendi conto di quanta forza possa sviluppare la mente. Non saprei spiegare esattamente cosa si prova: c’è certamente la fatica, ma c’è anche una sensazione di libertà difficile da raccontare. La libertà di essere completamente se stessi, dai piedi alla testa, con il proprio ritmo, il proprio respiro, i propri dolori e i propri pensieri. Una sensazione impagabile.

Le maratone più emozionanti

Tra tutte, la maratona che ricordo con più emozione è stata la mia prima a Firenze: 42.195 metri sotto un diluvio universale, il mio miglior tempo e il tifo trascinante della mia amica e collega Roberta De Bernardi, che mi ha accompagnata correndo dietro le transenne fino al traguardo.

L’altra è stata l’ultima, a Milano. Una maratona caldissima e lentissima, corsa accanto a mio marito, alla sua prima — e, credo, unica! — esperienza sulla distanza. Arrivare insieme al traguardo e ritrovarci con la medaglia da finisher al collo è stato forse il più bello degli abbracci.

Allenarsi per la maratona e per stare bene

Oggi mi alleno, in genere, quattro volte alla settimana. I chilometri cambiano a seconda della distanza che sto preparando, ma tendo a preferire le lunghe distanze: mi piace tutto ciò che mi permette di stare più a lungo dentro la corsa.

E amo correre da sola. La mattina presto, quando il mondo è ancora silenziosamente addormentato, in mezzo ai campi che circondano casa. Corro, torno, faccio una bella doccia e poi vado al lavoro. A volte stanca, ma quasi sempre felice. Le colleghe che mi conoscono bene riescono addirittura a capire dal mio umore se quella mattina sono riuscita ad allenarmi oppure no. Nel secondo caso, hanno imparato a tenersi alla larga!

La corsa durante il Covid

Ma se c’è un momento che ha definitivamente consolidato il mio amore per la corsa, quello è stato il Covid. Durante quei mesi, dopo le ore emotivamente pesanti trascorse in ospedale (sono rimasta a casa solo quando mi sono ammalata), correvo tutti i giorni nel chilometro che ci era consentito percorrere. Avanti e indietro… Era un percorso terribilmente noioso, ma, paradossalmente, credo di non essermi mai sentita così felice e libera: ventuno volte lo stesso chilometro… avanti e indietro. Stavo preparando la maratona di Roma, che venne sospesa proprio a causa del Covid. Per non perdere completamente la preparazione dei mesi precedenti, decisi di correrla comunque, vicino a casa e da sola. A farmi compagnia c’erano, dalle finestre della casa di riposo lì vicino, i ricoverati che mi vedevano passare e avevano cominciato a fare il tifo per me. È stato un momento surreale, che non dimenticherò mai.

Correre per stare bene dentro i propri limiti

Non so se la corsa mi abbia insegnato a superare i miei limiti. So che mi ha insegnato a stare bene dentro i miei.

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