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Blog – Gruppo MultiMedica

Infezioni sessualmente trasmissibili: la prevenzione riguarda anche te

Gonorrea, clamidia, sifilide e HIV: perché la salute sessuale maschile richiede attenzione, anche in assenza di sintomi? I rischi da conoscere, i controlli da fare e quando rivolgersi allo specialista.

Le infezioni sessualmente trasmissibili (IST) sono un tema di salute pubblica che merita attenzione anche al di fuori delle campagne di sensibilizzazione. Possono interessare persone, sessualmente attive, di ogni età, spesso senza manifestazioni evidenti, e avere conseguenze che vanno ben oltre il disturbo iniziale: dall’infiammazione degli organi genitali alle complicanze sulla fertilità, fino ad alcune forme tumorali.

Per gli uomini, in particolare, informarsi e accedere ai controlli quando indicato è importante per proteggere la propria salute e quella del partner. Non sempre, infatti, un’infezione si manifesta con sintomi riconoscibili e aspettare che compaiano può ritardare la diagnosi.

In Italia aumentano le segnalazioni

I dati dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) confermano un andamento che richiede attenzione. Secondo l’aggiornamento dei Sistemi di Sorveglianza Sentinella pubblicato nel 2025, nel 2023 le segnalazioni di gonorrea sono aumentate dell’83,2% rispetto al 2021; quelle di clamidia del 21,4% e quelle di sifilide primaria e secondaria del 25,5%. Nel complesso, le diagnosi di IST rilevate dalla sorveglianza clinica sono cresciute del 16,1% rispetto al 2021.

Queste percentuali descrivono l’andamento delle diagnosi registrate nei sistemi di sorveglianza, non il numero complessivo di tutte le infezioni presenti in Italia. La rete sentinella, infatti, raccoglie dati da centri clinici e laboratori selezionati e non copre l’intera popolazione.

Un altro dato significativo riguarda l’HIV. Nel 2024 in Italia sono state segnalate 2.379 nuove diagnosi, con una sostanziale stabilità rispetto al 2023. L’87,6% delle nuove diagnosi è attribuibile alla trasmissione sessuale. Inoltre, il 40,3% delle persone diagnosticate nel 2024 presentava un numero di linfociti CD4 inferiore a 200 cellule per microlitro, indicatore di una diagnosi tardiva con compromissione significativa del sistema immunitario.

Quest’ultimo dato evidenzia quanto sia importante non rimandare il test quando indicato: diagnosticare un’infezione tempestivamente permette di accedere alle cure e, nel caso dell’HIV, di iniziare la terapia antiretrovirale e ridurre il rischio di trasmissione.

Le infezioni da conoscere: sintomi e possibili conseguenze

Le IST possono essere causate da batteri, virus o parassiti. Si trasmettono soprattutto attraverso rapporti vaginali, anali e orali, ma le modalità di trasmissione e le conseguenze cliniche variano in base all’agente responsabile.

  • Clamidia: è un’infezione batterica spesso asintomatica. Nell’uomo può interessare l’uretra e provocare bruciore durante la minzione o secrezioni, ma può anche non dare segnali. Se non diagnosticata e trattata, può causare complicanze tra le quali prostatiti, epididimiti, stenosi dell’uretra, infertilità, atrite reattiva (sindrome di Reiter) e favorire la trasmissione al partner.
  • Gonorrea: può manifestarsi con secrezioni uretrali, dolore o bruciore quando si urina. Può interessare anche il retto e la gola, in relazione al tipo di rapporto. Una delle principali criticità è la crescente resistenza del batterio agli antibiotici: per questo è importante affidarsi a una diagnosi corretta e seguire la terapia prescritta, senza ricorrere all’automedicazione. Se non trattata puo’ causare prostatiti, epididimiti e stenosi dell’uretra nell’uomo nonché infertilità e la sindrome di Reiter
  • Sifilide: nella fase iniziale può provocare una lesione generalmente indolore, che può passare inosservata. In seguito possono comparire manifestazioni differenti e, senza trattamento, l’infezione può evolvere e coinvolgere anche il sistema nervoso e quello cardiovascolare.
  • Papillomavirus umano (HPV): è molto comune e nella maggior parte dei casi l’infezione viene controllata spontaneamente dal sistema immunitario. Alcuni tipi di HPV possono però provocare condilomi genitali, mentre altri sono associati a tumori, tra cui quelli del pene, dell’ano e dell’orofaringe. Tra l’altro alcuni ceppi di HPV (ad alto rischio) favoriscono il cancro della cervice uterina nella donna. In questo caso, però, abbiamo un’importante arma di prevenzione: il vaccino (da effettuare se possibile prima dell’esordio dell’attività sessuale)
  • HIV: interessa il sistema immunitario e, se non trattato, può progredire fino all’AIDS. Oggi sono disponibili terapie antiretrovirali molto efficaci, capaci di controllare l’infezione e permettere una vita lunga e attiva. La diagnosi precoce resta fondamentale per iniziare tempestivamente il trattamento.

Nessun sintomo non significa nessuna infezione

Un aspetto insidioso delle IST è che possono essere presenti anche quando ci si sente bene. Alcune infezioni non provocano disturbi, altre si manifestano con sintomi lievi o facilmente confondibili con quelli di altre patologie: bruciore durante la minzione, secrezioni uretrali, ulcere, vescicole, condilomi o dolore nella regione genitale o anale sono quindi segnali che meritano una valutazione medica.

Tuttavia, non è necessario attendere la comparsa di sintomi per chiedere un consulto: dopo una possibile esposizione, un rapporto non protetto o una diagnosi di IST nel partner, il medico può valutare se e quando effettuare i test.

Non esiste un unico esame valido per tutte le infezioni. A seconda della situazione, possono essere indicati test molecolari su urine o tamponi, anche rettali o faringei, oppure esami del sangue. La sede del prelievo e il momento in cui viene eseguito sono importanti: un test limitato all’urina, per esempio, potrebbe non rilevare un’infezione localizzata nella gola o nel retto. Anche il periodo che deve trascorrere dall’esposizione prima che un test possa rilevare l’infezione varia in base all’agente e all’esame utilizzato.

Prevenzione: le scelte che fanno la differenza

  • Utilizzare correttamente il preservativo: riduce il rischio di molte IST, pur non offrendo una protezione completa contro tutte le infezioni, soprattutto quelle trasmesse anche attraverso il contatto con aree della pelle non coperte.
  • Valutare le vaccinazioni: i vaccini contro HPV ed epatite B proteggono da infezioni che possono avere conseguenze importanti. L’opportunità e le modalità della vaccinazione dipendono dall’età, dalla storia vaccinale e dalle indicazioni sanitarie.
  • Effettuare i test quando indicato: gli accertamenti devono essere scelti in base alle esposizioni, agli eventuali sintomi e alle indicazioni del medico. Non tutte le persone necessitano degli stessi test o della stessa frequenza di controllo.
  • Coinvolgere il partner in caso di diagnosi: seguire le indicazioni per la valutazione e l’eventuale trattamento dei partner aiuta a prevenire nuove trasmissioni e reinfezioni.

 A chi rivolgersi?

Il primo specialista che normalmente si incontra è l’urologo per l’uomo e il ginecologo nella donna. Spesso puo’ essere necessario coinvolgere il dermatologo-venereologo e/o l’infettivologo.

Chiedere una consulenza non deve essere motivo di imbarazzo: le IST sono condizioni mediche che richiedono competenza, riservatezza e un approccio privo di giudizi.

 

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