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Blog – Gruppo MultiMedica

La prevenzione inizia anche dall’informazione

Parla l’esperto: intervista a Nicola Angiuli

Con Nicola Angiuli, Responsabile Servizi per le Aziende del Gruppo MultiMedica, parliamo di come stanno cambiando le richieste delle imprese e del ruolo che formazione e informazione possono avere all’interno di una strategia di corporate wellbeing.

Le aziende vi chiedono sempre più spesso iniziative dedicate alla salute. Cosa sta cambiando?

Negli ultimi anni abbiamo visto crescere l’attenzione verso la salute delle persone, ma soprattutto sta cambiando il modo in cui le aziende affrontano questo tema. Non si parla più soltanto di offrire sorveglianza sanitaria o dei check-up: HR, HSE e Welfare Manager cercano sempre più spesso progetti capaci di coinvolgere i collaboratori, di creare maggiore consapevolezza, engagement e fidelizzazione.

Da qui nasce anche l’interesse per la formazione sulla salute: aiutare le persone a comprendere perché la prevenzione è importante e cosa possono fare concretamente nella propria quotidianità.
Stimolare la creazione di un ambiente familiare, stabile, sicuro e sereno è oggi la variabile essenziale per la scelta e la permanenza di una risorsa in azienda.

Quali sono i temi che interessano maggiormente le aziende?

Dipende molto dalla popolazione aziendale e dal tipo di organizzazione. Ci sono temi trasversali, come prevenzione cardiovascolare, alimentazione, movimento, gestione dello stress e sonno, ma emergono anche esigenze più specifiche legate all’età dei collaboratori, alle modalità di lavoro o a particolari momenti dell’anno.

Il punto, secondo noi, è proprio questo: non partire da un catalogo di incontri, ma dai bisogni dell’azienda e delle sue persone.
Creare una cultura della salute in azienda in concreto, non solo proclami dettati dall’onda del momento. Dialogo e rapporto tra diverse generazioni (boomer, generazione Z, etc.) per trattenere le risorse in un ambiente sicuro, evita assenteismo e malattie professionali. Genera energia e valore attraverso programmi tailor made.

Quindi non esiste un programma uguale per tutti?

Esattamente. Un’azienda con una popolazione prevalentemente sedentaria può avere esigenze diverse da una realtà produttiva o da un’organizzazione con molti turnisti.

Per questo il primo passo è capire insieme all’azienda quali sono le priorità e costruire un programma coerente: scegliere i temi, individuare gli specialisti più adatti e definire i format e gli strumenti di comunicazione che possono funzionare meglio per quella specifica popolazione.

Che cosa distingue il modello MultiMedica?

La possibilità di mettere insieme competenze diverse. Gli incontri sono tenuti dai nostri specialisti, ma il progetto non deve necessariamente esaurirsi nell’incontro.

Un tema può essere approfondito attraverso newsletter, guide o video-pillole e, quando è utile, collegato a iniziative concrete di prevenzione.

Un incontro sulla salute cardiovascolare, per esempio, può preparare una giornata di screening; un approfondimento sui vaccini può accompagnare una campagna vaccinale.

In questo modo informazione, comunicazione e servizi sanitari possono diventare parti di uno stesso percorso/piano di salute e wellbeing.

Quanto conta il modo in cui si parla di salute ai dipendenti?

Moltissimo. Parlare di salute non significa fare una lezione di medicina.

Le persone devono poter comprendere informazioni anche complesse e portarsi a casa indicazioni utili.

Per questo chiediamo ai nostri medici un approccio divulgativo: rigore scientifico, ma linguaggio semplice, spazio alle domande e attenzione alla quotidianità. L’obiettivo non è creare allarmismo, ma aumentare conoscenza e consapevolezza.

Un singolo incontro può essere comunque utile?

Certamente. Può essere un ottimo punto di partenza, ma se l’obiettivo è costruire una cultura della prevenzione, un ambiente NON tossico e sano in azienda, la continuità fa la differenza.

Un calendario di appuntamenti durante l’anno, sostenuto da contenuti e iniziative coerenti, permette di mantenere vivo il tema della salute e di accompagnare progressivamente le persone.
È il passaggio dall’evento al percorso strutturato e People oriented.

Qual è il primo consiglio che darebbe a un’azienda che vuole partire?

Ascoltare prima di progettare.

Capire chi sono le persone, quali temi sentono più vicini e quali obiettivi l’azienda vuole raggiungere permette di costruire iniziative più pertinenti.

La formazione sulla salute funziona quando non viene percepita come qualcosa calato dall’alto, ma come un’opportunità concreta messa a disposizione delle persone.

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