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Blog – Gruppo MultiMedica

Oltre lo Stretto: la sfida di Cesare Berra tra nuoto, diabete e attività fisica

Per un medico che ogni giorno prescrive ai propri pazienti l’attività fisica come parte integrante della prevenzione e della cura, mettersi in gioco in prima persona ha un significato particolare, come ci racconta Cesare Berra, endocrinologo e Direttore del Dipartimento Cardiovascolare dell’IRCCS MultiMedica.

“Io l’ho fatto scegliendo una delle sfide più affascinanti per chi ama il nuoto in acque libere: attraversare lo Stretto di Messina, circa 3,5 chilometri tra Calabria e Sicilia, insieme a persone con diabete, diabetologi e amici della diabetologia, per la terza edizione di “Oltre lo Stretto con il diabete: le sfide si affrontano insieme”, iniziativa promossa dall’Associazione Medici Diabetologi.

Attraversare lo Stretto di Messina: una sfida iniziata un anno prima

In realtà, questa traversata avrebbe dovuto esserci già lo scorso anno. Ero pronto, mi ero allenato per mesi, ma il maltempo aveva costretto gli organizzatori ad annullare la manifestazione. Una delusione, naturalmente, ma anche un motivo in più per riprovarci.

La preparazione per una traversata in mare aperto

Così ho ricominciato ad allenarmi, con la consapevolezza che una traversata in mare non si improvvisa. Ci vogliono preparazione, continuità e capacità di adattarsi: il mare non è una piscina, le condizioni cambiano, le distanze si percepiscono diversamente e bisogna imparare a gestire anche la fatica e l’imprevisto.

Sport e diabete: una sfida da affrontare insieme

Una sfida non solo fisica e sportiva, oltretutto. Il progetto nasce infatti per raccontare, attraverso lo sport, che il diabete non deve diventare un limite e per contrastare lo stigma che ancora accompagna questa condizione. In acqua eravamo tutti parte della stessa squadra: persone con diabete, medici e nuotatori.

L’attività fisica come strumento di prevenzione e salute

Per me è stato anche un modo molto concreto per dare sostanza a quello che ripeto ogni giorno ai miei pazienti. L’attività fisica non è soltanto qualcosa da consigliare: è uno strumento di prevenzione e di salute che vale la pena di sperimentare sulla propria pelle. Naturalmente ciascuno secondo le proprie possibilità, con gradualità e con la necessaria valutazione clinica.

Oltre la prescrizione: vivere in prima persona il valore dell’attività fisica

Alla fine, attraversare lo Stretto è stata una grande soddisfazione. Ma la vera ragione per cui ho scelto di farlo non è soltanto sportiva. Da medico, credo che ci sia una differenza sostanziale tra prescrivere qualcosa e conoscerne davvero il valore attraverso la propria esperienza. L’attività fisica è uno degli strumenti più efficaci che abbiamo a disposizione per prevenire e contrastare molte patologie cardiovascolari e metaboliche. Non è una formula astratta da inserire in una prescrizione: è un comportamento che richiede costanza, adattamento e, qualche volta, la capacità di ripartire.

Forse è proprio questo che volevo dimostrare attraversando lo Stretto: che la salute non si racconta soltanto negli studi medici o nei reparti; in parte, si costruisce anche fuori, nelle scelte quotidiane che facciamo quando nessuno ci sta guardando.”

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