Osteoporosi, conoscerla per prevenirla
È una malattia silenziosa, che spesso si manifesta quando l’osso è già fragile. Riconoscere i fattori di rischio e controllare la salute delle ossa è il primo passo per prevenire le fratture.
L’osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro caratterizzata dalla riduzione della massa ossea e dal deterioramento della struttura del tessuto osseo. Con il tempo, l’osso diventa più fragile e aumenta il rischio di fratture, anche in seguito a traumi minimi o apparentemente banali.
È una patologia strettamente legata all’invecchiamento, ma può interessare anche persone più giovani e, sebbene sia più frequente nelle donne, riguarda anche la popolazione maschile. In Italia si stima che siano circa 5 milioni le persone con osteoporosi e che ogni anno si verifichino oltre 500.000 fratture da fragilità.
«L’osteoporosi è una malattia che evolve spesso senza dare sintomi – spiega il dottor Cesare Berra, endocrinologo e direttore del Dipartimento Cardiovascolare dell’IRCCS MultiMedica –. Per questo è importante non aspettare la prima frattura, ma individuare precocemente le persone a rischio e intervenire quando è ancora possibile prevenire le conseguenze della perdita di massa ossea».
Perché si parla di “malattia silenziosa”?
Nelle fasi iniziali l’osteoporosi generalmente non provoca dolore né altri sintomi evidenti. La prima manifestazione può essere proprio una frattura da fragilità, che interessa più frequentemente vertebre, femore, polso e altre sedi dello scheletro.
Una frattura vertebrale, per esempio, può verificarsi anche senza un trauma significativo e talvolta non viene riconosciuta come conseguenza dell’osteoporosi. E una prima frattura deve essere considerata un importante campanello d’allarme: aumenta infatti il rischio di andare incontro a ulteriori fratture. Per questo la prevenzione e la diagnosi precoce hanno un ruolo fondamentale.
Come si controlla la salute delle ossa?
La valutazione della densità minerale ossea viene tradizionalmente effettuata attraverso la MOC-DEXA, esame di riferimento per la diagnosi densitometrica dell’osteoporosi. La DEXA consente di misurare la densità minerale dell’osso, generalmente a livello della colonna lombare e dell’anca. Un T-score pari o inferiore a -2,5 è indicativo di osteoporosi densitometrica nelle donne in postmenopausa e negli uomini di età superiomulre ai 50 anni.
Ma la densità ossea non è l’unico elemento da considerare. Il rischio di frattura dipende anche dall’età, dalla familiarità, da eventuali precedenti fratture, dal peso corporeo, dallo stile di vita, dalla presenza di alcune malattie e dall’assunzione prolungata di determinati farmaci. Per questo la valutazione deve essere complessiva e, quando indicato, può comprendere anche strumenti specifici per la stima del rischio di frattura.
Accanto alla MOC tradizionale, MultiMedica mette a disposizione anche l’ECOMOC REMS, una tecnologia innovativa per la valutazione della salute delle ossa attraverso gli ultrasuoni, senza utilizzare radiazioni ionizzanti.
È importante sottolineare che ECOMOC REMS e MOC-DEXA non sono esami alternativi in assoluto: l’indicazione alla metodica più appropriata deve essere valutata dal medico in relazione all’età, ai fattori di rischio e alle caratteristiche della singola persona.
Chi è maggiormente a rischio?
Il rischio di osteoporosi aumenta con l’età e, nelle donne, cresce significativamente dopo la menopausa, quando la riduzione degli estrogeni accelera la perdita di massa ossea.
Particolare attenzione deve essere riservata alle osteoporosi secondarie, legate ad altre patologie o all’assunzione di determinati farmaci. Tra questi, un ruolo importante è svolto dai glucocorticoidi. Anche alcune terapie ormonali utilizzate in oncologia e diverse malattie endocrine, reumatologiche, gastrointestinali, renali ed ematologiche possono contribuire alla perdita di massa ossea.
Ossa sane: la prevenzione comincia dallo stile di vita?
Certo, la salute delle ossa si costruisce anche attraverso le abitudini quotidiane. L’attività fisica regolare, soprattutto quella che contribuisce a mantenere forza muscolare, equilibrio e carico sullo scheletro, è uno degli strumenti fondamentali di prevenzione.
Anche l’alimentazione ha un ruolo importante. È necessario assicurare un adeguato apporto di calcio, privilegiando una dieta equilibrata che comprenda latte e derivati, alcune verdure, legumi e frutta secca. Anche la vitamina D è importante per il metabolismo osseo; eventuali integrazioni devono tuttavia essere valutate dal medico sulla base delle caratteristiche individuali.
Nelle persone più anziane o fragili è inoltre fondamentale lavorare sulla prevenzione delle cadute, intervenendo sull’equilibrio, sulla forza muscolare, sull’ambiente domestico e, quando necessario, sulla revisione delle terapie farmacologiche.
Quando è necessario rivolgersi allo specialista?
La valutazione dell’osteoporosi non si limita all’esame densitometrico. Il medico può richiedere esami del sangue per valutare il metabolismo calcio-fosforo e ricercare eventuali condizioni che possano essere alla base di una perdita di massa ossea.
In presenza di fattori di rischio o di una precedente frattura da fragilità può essere indicato un approfondimento specialistico, con l’obiettivo di stimare il rischio individuale di nuove fratture e definire il percorso più appropriato.
Quando il rischio è elevato, oltre agli interventi sullo stile di vita sono disponibili diverse terapie farmacologiche; la scelta del trattamento, però, deve essere personalizzata in base al profilo clinico del paziente, al rischio di frattura e alle eventuali patologie concomitanti.
10 cose che le tue ossa vorrebbero poterti dire
- Non aspettare la frattura per occupartene.
La salute dell’osso si costruisce molto prima che dia segnali. - Dai alle ossa qualcosa contro cui “lavorare”.
Camminare, correre, saltare e fare esercizi di forza sono stimoli preziosi per lo scheletro. - Il muscolo protegge l’osso.
Più forza e stabilità significano anche meno rischio di cadute e fratture. - Il calcio non arriva solo dal bicchiere di latte.
La dieta offre molte alternative: yogurt e formaggi, ma anche legumi, verdure e altri alimenti ricchi di calcio. - La vitamina D non è un dettaglio.
Serve per utilizzare il calcio e contribuire al mantenimento di ossa normali. - Essere molto magri non significa essere più sani.
Un peso troppo basso può essere un fattore di rischio per la salute dello scheletro. - Le ossa hanno memoria.
Quello che facciamo durante l’infanzia e l’adolescenza contribuisce a determinare la “riserva” ossea con cui arriviamo all’età adulta. - La menopausa cambia le regole del gioco.
Il calo degli estrogeni può accelerare la perdita di massa ossea: è un momento in cui prestare particolare attenzione alla prevenzione. - Una caduta non è sempre solo una caduta.
Con l’età, una perdita di equilibrio può trasformarsi in una frattura: forza, equilibrio e ambiente sicuro sono parte della prevenzione. - Conosci il tuo rischio.
Età, familiarità, precedenti fratture, alcune terapie e condizioni cliniche possono aumentare il rischio di osteoporosi: parlarne con il medico permette di intervenire prima.